La voce dentro di Frances Levinston

La voce dentro di Frances Leviston (NN Editore nella traduzione di Ada Arduino) è una delle raccolte di racconti scritte da un singolo autore più poderosa e notevole che abbia letto da un po’ di tempo. Per ritrovarne una dalle caratteristiche affini (ma non simili) e che mi abbia suscitato così tante e contrastanti emozioni – il risentimento, gli atteggiamenti passivo aggressivi, la misoginia, le dipendenze, i sensi di colpa – devo tornare a La parola magica di Anna Siccardi (sempre NNEditore).

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Lady Chevy di John Woods

NN Editore inaugura il suo anno editoriale portando in Italia l’esordio narrativo di John Woods, Lady Chevy (traduzione di Michele Martino).

Uscito il 21 gennaio (il giorno dopo l’insediamento alla Casa Bianca del nuovo presidente, il democratico Joe Biden, uscito vincitore dalle controverse elezioni di novembre 2020) Lady Chevy colpisce immediatamente il lettore per l’attualità dei temi trattati e, soprattutto, per la ferocia degli stessi, al punto che non ci si stupirebbe se molti dei protagonisti di quello sfregio alla democrazia consumato lo scorso 6 gennaio con il folle assalto a Capitol Hill avesse lo stesso background culturale, sociale e antropologico dei personaggi inventati da John Woods e venissero proprio dall’Ohio Valley. Che, in questo romanzo, non è solo la denominazione geografica dell’ambientazione, ma una vera e propria forma mentis.

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Redenzione di Chiara Marchelli

C’è una frase in Redenzione, l’ultimo libro di Chiara Marchelli pubblicato da NN Editore che fa così: «Ma spesso, ha imparato, quando la gente sembra mite, sotto ardono braci roventi che, ad avvicinarsi troppo portano via la pelle» e che descrive perfettamente l’effetto che fanno i libri di questa autrice: se Chiara Marchelli sia o sembri mite lo ignoro, ma i suoi romanzi sono davvero braci roventi che ad avvicinarsi troppo scorticano l’anima. Uscirne indenni, non è possibile.

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Il weekend di Charlotte Wood

Il vero sviluppo non consiste nel lasciarsi qualcosa alle spalle, come lungo una strada. Consiste, piuttosto, nell’estrarre la vita come da una radice primordiale. Consiste nell’acquistare la consapevolezza che, a un certo punto, vivere equivale a esistere, proprio lì, proprio in quel momento. Ben lo sanno Jude, Wendy e Adele, le protagoniste de Il weekend di Charlotte Wood (NN Editore), un romanzo elegante e arguto, caloroso, poetico e sincero. Continua a leggere “Il weekend di Charlotte Wood”

I cieli di Philadelphia di Liz Moore

Il primo libro che una casa editrice decide di mandare alle stampe e, quindi, in libreria, in lettura, ai lettori, dopo un periodo come quello di una pandemia tanto imprevedibile, addirittura accidentale, eppure esasperante, agghiacciante sotto tanti più punti di vista di quanti ne possiamo contare, non deve necessariamente essere un segnale, un memento mori per ricordarci che la cesura tra un allora e un adesso è molto più evanescente, impercettibile e rarefatta del comune sentire (o volere?) e più pronta, semmai, a ricordarci che la partita tra l’allora e l’adesso, tra il tum e il nunc darà come risultato un futuro pronto a sfuggire nuovamente al nostro controllo. Tutto questo solo per dire che I cieli di Phidadelphia di Liz Moore con cui la NN Editore è tornata al suo pubblico dopo lo stop forzato ha inteso, invece, interpretare quel segnale di cui prima come un monito per sé e per gli altri. Continua a leggere “I cieli di Philadelphia di Liz Moore”

La babysitter e altre storie di Robert Coover

Che bello tornare a una #recensioneallaNN, così tutto attaccato come l’hashtag che ormai identifica sui social i libri della casa editrice milanese (che – ricordiamo al volo – quest’anno compie cinque anni): #libriallaNN. Che, a pensarci, può essere inteso anche come libri all’ennesima potenza, potenza che esprimono, potenza che evocano, potenza che ti deflagra dentro. Ma è un’esplosione gioiosa anche quando a provocarla è una bomba di libro. Continua a leggere “La babysitter e altre storie di Robert Coover”

Anche noi l’America di Cristina Henriquez

Scrive Christina Henriquez nell’ introduzione alla nuova edizione di Anche noi l’America (NN Editore):

Quando ho scritto questo libro, volevo scrivere un romanzo non sull’immigrazione, ma sugli immigrati. Volevo presentare ai lettori dei personaggi forse mai incontrati prima e fare in modo che gli ricordassero persone conosciute davvero.

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Ragazzo d’oro, ragazza di smeraldo di Yiyun Li

Dopo Caro amico dalla mia vita scrivo a te nella tua, NN Editore ci riporta il raffinato talento di Yiyun Li con la raccolta di racconti Ragazzo d’oro, ragazza di smeraldo (traduzione di Eva Kampmann) in attesa della pubblicazione di Where reasons end. Perché nel mondo di Yiyun Li – scrittrice cinese naturalizzata americana – si entra a piccoli passi, con cautela, regolando il respiro, in silenzio per sentire tutta la sua fragilità trasformarsi in corpo vivo di scrittura. Continua a leggere “Ragazzo d’oro, ragazza di smeraldo di Yiyun Li”

Nel nome di Alessandro Zaccuri

Filologia: dal greco philología; nome proprio: “amore della parola”.

E cosa sono le parole se non i nomi che diamo alle cose? «Ciò che noi chiamiamo rosa, anche se lo chiamassimo con un altro nome, serberebbe pur sempre lo stesso dolce profumo. Forse che quella che chiamiamo rosa cesserebbe d’avere il suo profumo se la chiamassimo con altro nome?» dice Giulietta nell’atto II, scena II della tragedia shakespeariana per eccellenza (The Most Excellent and Lamentable Tragedy of Romeo and Juliet), Romeo e Giulietta. Pur tuttavia, non basta rinnegare un nome per evitare l’epilogo fatale: anche con un altro nome Giulietta resta una Capuleti e Romeo un Montecchi. Allo stesso modo non basta tacere un nome per allontanare il dolore per una madre precocemente morta. La morte può assegnare un nuovo significato, una nuova percezione alle parole, ai nomi. «Maria era il secondo nome di mia madre Anna che nessuno ha mai chiamato Annamaria», ci dice Alessandro Zaccuri autore di Nel Nome (NNEditore, collana CroceVia). E questo è il nome che conta. Continua a leggere “Nel nome di Alessandro Zaccuri”

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