Tempesta e bonaccia di Marchesa Colombi

 

Tempesta e bonaccia è un romanzo scritto da Marchesa Colombi, ambientato nell’Italia ottocentesca. All’inizio della vicenda conosciamo l’avvocato Massimo, giovane di bell’aspetto, di forza e simpatia, che ha una relazione con la contessa Vittoria, sposata, ormai da quattro anni. Fulvia è una giovane cantante di teatro, bella e affascinante, circondata da ammiratori e corteggiatori. Giorgio, amico di Massimo, è uno di questi ultimi. Per tenere lontani gli altri ammiratori e fare un favore all’amico, Massimo comincia a frequentare assiduamente l’appartamento di Fulvia, finendo però per innamorarsene. Continua a leggere “Tempesta e bonaccia di Marchesa Colombi”

#GalassieSommerse: Marchesa Colombi

Eccoci con la terza tappa di #Galassiesommerse dedicata alle scrittrici (e pittrici) dimenticate. Dopo Regina di Luanto, oggi tocca a Marchesa Colombi, una tra le poche, il cui nome non direi sia stato propriamente cancellato ma è comunque sbiadito, appena salvato dall’intelligenza e dalla lungimiranza di intellettuali come Italo Calvino che volle inserire il suo Un matrimonio in provincia, con la prefazione di Natalia Ginzburg, nella collana Centopagine da lui diretta per Einaudi o, in epoca più recente, dalla casa editrice Flower-ed che ha riproposto La gente per bene, una sorta di manuale di bon ton per ogni genere e ogni età, divertente e accattivante per struttura e, quel che più vale, sempre attuale. Continua a leggere “#GalassieSommerse: Marchesa Colombi”

Un matrimonio in provincia di Marchesa Colombi

Marchesa Colombi è lo pseudonimo di Maria Antonietta Torriani (Novara, 1 gennaio 1840 – Milano, 24 marzo 1920), una delle tante scrittrici italiane donne che hanno illuminato la letteratura italiana a cavallo tra la metà del XIX secolo e i primi decenni del XX e inopinatamente obliterate dalla lista del canone letterario del nostro paese (Antonia Arslan, nel suo saggio Dame, Galline e Regine – la scrittura femminile italiana tra ‘800 e ‘900, le ha definite «una galassia sommersa»). Trascurate, dimenticate, relegate a narratrici di terza classe, scribacchine per cameriere e casalinghe incolte, o cultori della scrittura femminile, per non dire femminista (che non sono sinonimi, attenzione), coprono, tuttavia, lo spazio che in altri paesi europei è stato occupato dal grande romanzo borghese, affrontando temi solo apparentemente popolari, ma di fatto qualitativamente rilevanti sia sotto il profilo sociale (basti pensare a un altro suo romanzo, In risaia, che affronta, in pieno clima neorealistico, il tema della condizione delle mondine suscitando un acceso dibattito parlamentare nel fu 1878, anticipando di oltre cinquant’anni quello che sarà poi il centro della riflessione del celebre film di Giuseppe De Santis, Riso amaro – 1949 -, candidato all’Oscar) che antropologico, restituendo forse, al pari o più dei Verga e dei D’Annunzio, la reale fotografia dell’Italia di quei tempi. Continua a leggere “Un matrimonio in provincia di Marchesa Colombi”

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