Persone Normali di Sally Rooney

Amato, odiato, incompreso, tollerato, Persone Normali di Sally Rooney (Einaudi Editore) è stato, senza ombra di dubbio, uno dei libri più chiacchierati degli ultimi mesi. Merito anche dell’effetto traino suscitato dall’omonima serie tv prodotta dalla BBC. Ma se la trasposizione audiovisiva ha messo (più o meno) tutti d’accordo – soprattutto su Paul Mescal nei panni di Connell Waldron… -, il romanzo della giovanissima scrittrice irlandese, finalista al Man Booker Prize nel 2018, ha invece scatenato sensazioni e reazioni diverse, al limite del diametralmente opposte, nei lettori. Stile, sviluppo della trama, caratterizzazione dei personaggi, temi trattati sono stati al centro di dibattiti infuocati quasi quanto l’estate appena trascorsa, come personalmente posso testimoniare dopo la lettura di gruppo fatta grazie al gdl #agostoconsally organizzato da IBookanieri.

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Bellezza e tristezza di Kawabata Yasunari

Bellezza e tristezza di Kawabata Yasunari è un romanzo pubblicato in Giappone nel 1965 e in Italia per la prima volta vent’anni dopo. Quello che ci troviamo a leggere è un romanzo che in 200 pagine trascina per la sua “bellezza e tristezza”, come suggerisce il titolo.

Protagonisti della vicenda sono cinque personaggi. Parte tutto dal signor Oki, famoso scrittore, che la sera prima di Capodanno sta viaggiando da Tokyo a Kyoto per sentire suonare le campane della città con Otoke, una sua vecchia fiamma. Andiamo quindi indietro nel tempo, nei ricordi dell’uomo, a più di vent’anni prima, quando Otoko aveva sedici anni anni e Oki trentuno, con già una moglie, Fumiko e un figlio piccolo, Taichiro. Tra Otoko e Oki c’era una relazione adultera, finita in malo modo, perchè Otoko rimase incinta, partorì a diciassette anni una bimba di sette mesi che non vide mai, perchè morì subito dopo la nascita. La disperazione per la perdita della figlia e inevitabilmente per la fine della relazione con Oki, spinsero Otoko a tentare il suicidio. Continua a leggere “Bellezza e tristezza di Kawabata Yasunari”

Nemico, Amico, Amante… di Alice Munro

Nemico, amico, amante (Einaudi Editore) è il primo libro di Alice Munro (Premio Nobel per la Letteratura nel 2013 per il suo ruolo di «maestra del racconto breve contemporaneo») che mi sono trovata a leggere grazie al gruppo di lettura #lastanzadeinobel de @lastanzadigiovanni. Una raccolta di racconti intensi e lirici sullo sfondo di un Canada prismatico, lussureggiante e selvaggio che dà slancio alle vicende narrate in una relazione di mirabolante reciprocità. Continua a leggere “Nemico, Amico, Amante… di Alice Munro”

#GalassieSommerse: Marchesa Colombi

Eccoci con la terza tappa di #Galassiesommerse dedicata alle scrittrici (e pittrici) dimenticate. Dopo Regina di Luanto, oggi tocca a Marchesa Colombi, una tra le poche, il cui nome non direi sia stato propriamente cancellato ma è comunque sbiadito, appena salvato dall’intelligenza e dalla lungimiranza di intellettuali come Italo Calvino che volle inserire il suo Un matrimonio in provincia, con la prefazione di Natalia Ginzburg, nella collana Centopagine da lui diretta per Einaudi o, in epoca più recente, dalla casa editrice Flower-ed che ha riproposto La gente per bene, una sorta di manuale di bon ton per ogni genere e ogni età, divertente e accattivante per struttura e, quel che più vale, sempre attuale. Continua a leggere “#GalassieSommerse: Marchesa Colombi”

Lezioni di felicità di Ilaria Gaspari

Che cos’è la felicità? Come la si raggiunge? Esiste? Attorno a codesti quesiti si sono interrogati centinaia di filosofi in oltre duemila anni di Storia. Il fatto che ancora, nel 2019, ci si alambicchi sull’argomento è sintomo più che eloquente di una risposta che manca, o che è mutata di forma nel corso dei secoli, passando da premio in una vita che non è dato di conoscere a costo di màrtiri e sacrifici in questa, a edonismo sfrenato, egocentrismo, individualismo, narcisismo. Oppure non esiste. Lezioni di felicità (esercizi filosofici per il buon uso della vita) di Ilaria Gaspari (Einaudi Editore) è la conferma del fatto che la felicità è soprattutto una quête infinita, irraggiungibile per definizione. In altri termini: la felicità non è una mèta ma la strada che scegliamo per cercarla (e la vita che conduciamo di conseguenza). Continua a leggere “Lezioni di felicità di Ilaria Gaspari”

Volevo essere una vedova di Chiara Moscardelli

Dall’essere un gatta morta all’essere una vedova è un passo, anzi no. Di mezzo ci sono dieci anni, un trasferimento da Roma a Milano, un paio di lavori cambiati, ma la necessità per quelle come Chiara resta sempre la stessa: trovare un fidanzato, un compagno, un uomo, il principe – che sia azzurro o arcobaleno poco importa – ma smettere di sentirsi chiedere a ogni piè sospinto: come mai non sei sposata, come mai non hai un figlio? Come mai la gente non si fa mai i fatti suoi? Chiara è Chiara Moscardelli, editor e scrittrice affermata che torna a far sorridere i lettori (e soprattutto le lettrici) con questa sua nuova autofiction Volevo essere una vedova (Einaudi Editore). Continua a leggere “Volevo essere una vedova di Chiara Moscardelli”

Un matrimonio in provincia di Marchesa Colombi

Marchesa Colombi è lo pseudonimo di Maria Antonietta Torriani (Novara, 1 gennaio 1840 – Milano, 24 marzo 1920), una delle tante scrittrici italiane donne che hanno illuminato la letteratura italiana a cavallo tra la metà del XIX secolo e i primi decenni del XX e inopinatamente obliterate dalla lista del canone letterario del nostro paese (Antonia Arslan, nel suo saggio Dame, Galline e Regine – la scrittura femminile italiana tra ‘800 e ‘900, le ha definite «una galassia sommersa»). Trascurate, dimenticate, relegate a narratrici di terza classe, scribacchine per cameriere e casalinghe incolte, o cultori della scrittura femminile, per non dire femminista (che non sono sinonimi, attenzione), coprono, tuttavia, lo spazio che in altri paesi europei è stato occupato dal grande romanzo borghese, affrontando temi solo apparentemente popolari, ma di fatto qualitativamente rilevanti sia sotto il profilo sociale (basti pensare a un altro suo romanzo, In risaia, che affronta, in pieno clima neorealistico, il tema della condizione delle mondine suscitando un acceso dibattito parlamentare nel fu 1878, anticipando di oltre cinquant’anni quello che sarà poi il centro della riflessione del celebre film di Giuseppe De Santis, Riso amaro – 1949 -, candidato all’Oscar) che antropologico, restituendo forse, al pari o più dei Verga e dei D’Annunzio, la reale fotografia dell’Italia di quei tempi. Continua a leggere “Un matrimonio in provincia di Marchesa Colombi”

Se vuoi vivere felice di Fortunato Cerlino

Recensione a cura di Antonella di Martino

In Se vuoi vivere felice, Fortunato Cerlino (Einaudi Editore) racconta il suo Far West, la sua infanzia, i suoi eroi, la sua famiglia, le sue radici, le sue sconfitte, le sue vittorie, il suo percorso di fuga e di riscatto. Siamo a Pianura. Lontano dal centro di Napoli. Lontanissimo dall’Italia. Qui nel Far West, parlare italiano significa provocare, segnalare, marchiare un confine, imporre un atteggiamento. L’Italia è altrove, è il Paese della televisione di Stato. L’Italia appartiene ad altri, a chi si può permettere di pagare il canone, a chi può contare su un posto fisso, ai bambini che giocano con giocattoli veri e mangiano le merendine delle pubblicità, alle ragazze che trasgrediscono fumando sigarette e ascoltano Baglioni. Continua a leggere “Se vuoi vivere felice di Fortunato Cerlino”

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