#Galassie sommerse – Amrita Sher Gil

Buongiorno lettori ed eccoci a quest’ultimo appuntamento con la Galassia sommersa dell’arte. Oggi vi voglio parlare di una donna artista così particolare che mi ha sorpresa tantissimo, sia per la sua peculiarità che per il suo destino: Amrita Sher Gil. 

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#Galassie sommerse – Gerda Wegener

Buongiorno e buon anno ragazzi, eccoci tornati agli appuntamenti con le Galassie sommerse, penultima puntata dedicata alle artiste donne che sono state dimenticate dalla storia dell’arte da una cultura purtroppo troppo maschilista. Protagonista di oggi è una donna che io non avrei mai conosciuto se non fosse stato per un film: The danish girl. Il film, tratto tra l’altro dal libro omonimo di David Ebershoff, racconta il primo cambio di sesso della Storia. Einar Wegener, marito di Gerda, era un pittore, amava sua moglie, pittrice pure lei, e fece da modella per lei. Quello che era iniziato come un gioco di ruolo quasi, divenne sempre più la dimostrazione che Einar non si sentiva un uomo dentro di sè, ma una donna. Iniziò a farsi chiamare Lily e, appoggiato da Gerda, iniziò il percorso che lo fece diventare una donna a tutti gli effetti. Continua a leggere “#Galassie sommerse – Gerda Wegener”

#Galassie sommerse – Charlotte Salomon

Buongiorno lettori e benvenuti a questo nuovo appuntamento con la rubrica dedicata alle galassie sommerse, nello specifico per quella che curo io, nell’arte. Scusate il ritardo nella pubblicazione, ma l’avvicinarsi del Natale e il lavoro mi hanno impedito di pubblicare prima questo articolo. Protagonista di oggi è Charlotte Salomon. 

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Per chi non ne avesse mai sentito parlare, questa donna nacque nel 1917 in Germania da una famiglia segnata da una serie di lutti nella linea materna. La pittrice infatti prese il nome di una zia morta suicida anni prima; inoltre quando aveva nove anni perse la madre, a detta del padre per una brutta influenza. Charlotte era una bambina sveglia, ribelle, rimasta senza una figura femminile da piccola entrò in contatto con numerose tate, fino a che il padre non si sposò con una cantante molto famosa all’epoca, che riuscì nell’impresa di entrare in sintonia con la fanciulla. Continua a leggere “#Galassie sommerse – Charlotte Salomon”

#Galassie sommerse – Marie Bracquemond

Il destino della donna nel corso del tempo è stato spesso prefissato, la sua indole spesso repressa. Il destino doloroso di una di queste donne è l’oggetto della mia rubrica oggi. Marie Bracquemond è conosciuta dagli specialisti e dagli studiosi di storia dell’arte come la quarta impressionista. Per quanto il suo stile non sia prettamente rappresentativo del movimento, viene avvicinata ad esso per la somiglianza dei caratteri della sua opera nel periodo che va dalla seconda metà degli anni settanta dell’Ottocento, alla fine del decennio successivo. Continua a leggere “#Galassie sommerse – Marie Bracquemond”

#Galassie sommerse – Eva Gonzales

Buongiorno lettori, eccoci al quarto appuntamento dedicato alle #galassiesommerse nel mondo della pittura. Rimaniamo sempre nell’800 per parlare di Eva Gonzales. Il padre, di origini spagnole, era un letterato, mentre la madre una musicista. Nacque nel 1849 a Parigi e grazie all’appoggio dei genitori le fu permesso di dedicarsi all’arte. A sedici anni fu mandata a studiare presso un artista accademico, facente parte della giuria del Salon, Charles Chaplin che la istruì sulle copie dal vero. Dopo poco tempo però Eva aveva iniziato a sviluppare un proprio stile, che andava al di là dei dettami insegnatile dal suo  maestro.

Nel 1868 si era già trasferita nel suo atelier e poco tempo dopo conobbe Edouard Manet. Tra i due scoccò la scintilla: Manet vedeva nella bell’artista un po’ esotica il suo alter ego. Probabilmente lui si innamorò di lei, anche se non ci è dato sapere se il suo sentimento fu ricambiato. Eva fu la sua modella e allieva: anelava i consigli del maestro e ne replicò spesso i quadri.

Manet mentre dipinse molte tele con come modella Berthe Morisot, ne realizzò solo due con Eva Gonzales protagonista, uno con lei rappresentata al cavalletto nell’atto di dipingere.

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Dal 1869 Eva Gonzales cominciò ad esporre anche al Salon, professando il suo essere allieva di Chaplin. La fama stava cominciando ed ormai era entrata nelle grazie anche del governo francese che comprò un suo quadro. Nei suoi quadri i personaggi vengono rappresentati per lo più in posizione laterale, di tre quarti o di spalle, mai dritti in primo piano: dipinse spesso la sorella Jeanne, pittrice anche lei, anche se le sue opere erano più scenette di genere, tipiche della pittura femminile del tempo. Eva ricercava nuovi toni, nuovi soggetti, le articolazioni complesse così come le messe in scena. Crea delle risposte iconografiche ai quadri del maestro Manet

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Respinta al Salon negli anni 1873 e 1874 non partecipò alla prima mostra degli Impressionisti, così come Manet. Nel 1879 sposò Henri Guerard, famoso incisore del tempo. Tra il 1879 e il 1880 ricevette diversi consensi alle sue opere da parte dei maestri e della giuria del Salon, ma qualcosa era cambiato. Manet aveva cominciato a stare male ed Eva iniziò a sentire un profondo cambiamento nella sua pittura. Mise da parte i colori ad olio per dedicarsi ai pastelli e ai paesaggi, a scene di genere, ritratti e nature morte

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Nell’aprile del 1883 Eva diede alla luce un bambino, pochi giorni prima che Manet morisse. Qualche giorno dopo, in seguito ad alcune complicazioni post parto, spirò. La sua scomparsa colse i parigini di sorpresa: sembrava quasi che avesse voluto seguire l’anima del suo maestro e che non avesse potuto vivere senza di lui. E’ interessante scoprire che dopo la morte di Eva, il vedovo Guerard sposò Jeanne, la sorella, che crebbe il nipote come se fosse suo figlio e si occupò della vendita delle opere della sorella.

Anche su Eva Gonzales è calato il velo dell’oblio: vissuta solo trentaquattro anni, è stata riscoperta solo recentemente. Ma tanto si deve ancora fare per far sì che il suo nome ritrovi il suo posto tra gli artisti e le artiste più brave dell’Ottocento.

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