Molto rumore per Peter di Jean Webster

Di Jean Webster abbiamo già parlato qui, recensendo il suo libro più famoso, ovvero Papà Gambalunga. Oggi, invece, voglio, ritornare su questa autrice per raccontarvi di un breve romanzo inedito finalmente tradotto e disponibile anche sul mercato italiano: si tratta di Molto rumore per Peter (Vintage Editore). Rispetto a Papà Gambalunga per il quale – se ricordate – mi ero posta il problema dell’età per una perfetta comprensione del testo, Molto rumore per Peter si presenta come più trasversale, adatto a un pubblico più ampio perché intreccia temi e trame che possono far presa un po’ su tutti: i rapporti umani, il ruolo e le distinzioni sociali tra individui, l’educazione, l’amore.

Molto rumore per Peter si presenta come un cosiddetto romanzo in quadri (o un romanzo in dieci episodi) attraverso i quali il lettore impara a conoscere la figura di Peter Malone, prima mozzo di stalla e poi capo stalliere tuttofare nella tenuta di Willowbrock (sì, la stessa Willowbrock dove Judy Abbot ha trascorso le sue estati in Papà Gambalunga, ma è bene avvertire che i legami finiscono qui), ora di proprietà della famiglia Carter. Siamo nei primi anni del XX secolo, una particolare epoca di transizione ma anche di evoluzione per gli Stati Uniti e non solo.

Per certi versi si può parlare anche di romanzo di formazione, perché è indubbio che Peter affronta un viaggio di maturazione tra le pagine, un arco di trasformazione cui contribuisce in primis l’innamoramento verso Anne, la nuova domestica, il corteggiamento e, finalmente, il matrimonio (non è spoiler: l’ultimo episodio – Una parabola per mariti, appunto, – è stato pubblicato come frammento singolo nella collana Gemme della Caravaggio Editore). Ma decisive saranno anche le vicende della famiglia Carter che lo vedranno più o meno coinvolto. Da più parti Molto rumore per Peter è stato considerato come una sorta di antecedente illustre di quel che sarebbero poi state le appassionanti vicissitudini dei piani bassi della serie tv Downton Abbey. E non c’è dubbio che qui si mostri la vita verace di quella fetta d’umanità chiamata a “servire” in vario modo le signore e i signori dell’alta società, così come è innegabile che le vicende degli uni e degli altri si intreccino o, addirittura, influenzino a vicenda (si vedano, ad esempio, i capitoli intitolati La dignità e l’elefante o Una provvidenziale Mrs Carter).

Peter, del resto, è molto attaccato al piccolo Bobby Carter che diventerà croce e delizia di questo ragazzone di origine irlandese un po’ burbero, all’apparenza, impertinente e brontolone, sfacciato e irriverente, ma con un grande cuore e una infinita comprensione delle più variegate sfumature dell’animo umano. Lo studio dei caratteri, le bizzarrie, i princìpi, la distinzione (non sempre netta) tra bene e male e giusto o sbagliato sono i fili che si intrecciano nella trama, tra personaggi e storie che col suo caratteristico piglio ironico Jean Webster affida all’occhio vigile e un po’ sornione del nostro Peter, rendendolo l’amato protagonista di un romanzo godibilissimo, anche per la bella traduzione di Maria Elena Salvatore capace di restituire la freschezza dello stile originale.

Un testo, quindi, decisamente consigliato, proprio per il suo spirito molteplice, una lettura per tutti e che grazie alla Vintage Editore, ora è finalmente anche di tutti.

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