#IoLeggoGiappo: La ragazza del convenience store di Murata Sayaka

Buongiorno, quinto appuntamento con la rubrica di letteratura giapponese #IoLeggoGiappo. Protagonista di oggi è l’autrice Murata Sayaka con il suo La ragazza del convenience store edito da e/o.

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La protagonista del romanzo è un personaggio molto particolare: Keiko ha sempre avuto difficoltà a capire la normalità. Fin da bambina agiva in modi del tutto fuori dal comune. Ricorda quella volta che ha picchiato un suo compagno di classe alle elementari per fermare una rissa tra lui e un altro bambino, oppure la volta in cui al parco giochi assieme agli altri bambini aveva trovato un uccellino morto e, invece di piangere come i suoi coetanei, era andata a proporre alla madre di cucinarlo la sera assieme magari ad altri uccellini.

Un’infanzia strana, giudicata da tutti come una bambina e successivamente una ragazza problematica, nessuno ha mai pensato di tentare di educarla alla realtà sociale del mondo. Unico rapporto felice quello con la sorella, più piccola di due anni, che Keiko ha sempre difeso e aiutato. Un’esistenza così ha destinato Keiko ad una solitudine profonda, provocando non sofferenza ma sensazioni di estraneità rispetto al resto delle persone.

Quando a vent’anni apre un konbini proprio sulla strada percorsa da Keiko per andare all’università, la nostra protagonista decide di iniziare a lavorare part time, come tanti suoi coetanei. Il lavoro nel konbini è bello, funzionale, sovrintende tutto un sistema di regole e di gentilezza nei confronti dei clienti, che permette a Keiko di sentirsi adeguata e affidabile per quel lavoro. Inizia così la sua vita di commessa, mestiere che continuerà a fare per i successivi sedici anni, quando arriviamo al presente della narrazione.

Conosciamo quindi una donna di trentasei anni con tanti problemi e tante insicurezze, che tenta di adeguare il suo modo di comportarsi e di parlare agli altri: Keiko infatti vive molto tranquillamente, ma viene costantemente giudicata dalla famiglia e dalle sue amiche di infanzia, che incontra quasi tutte le settimane. Tutte sposate, con bambini e un lavoro di successo, si aspettano che anche lei si adegui a questo percorso; non comprendono come possa una donna di trentasei anni non essersi mai innamorata e non desiderare un lavoro “vero”.

Keiko si è abituata a mentire, a mettere di fronte a tutti una realtà inventata per cui sarebbe debole di salute e non potrebbe quindi trovare un lavoro diverso da un part time come commessa. Ama il suo lavoro, lo porta sempre dentro di sè. Un giorno arriva in negozio un nuovo collega, destinato a sconvolgere il tranquillo tran tran del konbini.

La ragazza del convenience store è un romanzo molto strano: la vita di Keiko è molto strana, così come la sua personalità. In mezzo a pietanze calde, bibite fresche e merce in offerta entriamo nella psicologia di questa ragazza particolare, ci scontriamo contro il concetto di normalità e anormalità, leggiamo di stereotipi di genere e sociali giapponesi. Sono sempre presenti i riferimenti al ruolo sociale dell’uomo e della donna: si deve studiare, il lavoro part time è permesso durante lo studio, ma poi si deve lavorare seriamente ed essere socialmente utili al proprio Paese. Ci si deve sposare e procreare per il bene della società e per non essere considerati dei reietti.

Murata Sayaka ha scritto un romanzo breve, che si legge in qualche ora, ma che permette al lettore di scoprire un po’ di più riguardo alla realtà giapponese e a quel mondo. Keiko ha una forza e una capacità di resistenza alla rabbia che in molti ammirerebbero, riesce a farsi scivolare addosso tutto, rimanendo nella sua comfort zone di commessa di un konbini. Forse la serenità si trova dove normalmente non penseremmo che fosse.

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