Le signore in nero di Madeline St John

Le signore in nero è il romanzo d’esordio della scrittrice australiana (candidata anche al Man Booker Prize) Madeline St John. Uscito per la prima volta nel 1993, è stato portato in Italia lo scorso anno dalla casa editrice Garzanti che si sta occupando della riscoperta di questa autrice e delle sue opere (è suo anche il libro da cui è stato tratto l’indimenticabile film A spasso con Daisy).

Le signore in nero è ambientato nella sezione abiti da cocktail di un grande magazzino di Sydney, Goode’s, negli anni ’50, dove le dipendenti devono indossare tutte degli abiti neri a mo’ di divisa.

«Questi indumenti, forniti da Goode’s che ne conservava la proprietà, erano studiati apposta per valorizzare le grasse e le magre, ma per la verità non esaltavano né le une né le altre. D’altra parte le commesse non erano lì per abbellire il negozio, ma per vendere ciò che conteneva. E così ognuna di loro si infilava l’abito nero con un sospiro di rassegnazione, contorcendosi inutilmente per adattarlo al corpo mentre si guardava riflessa nello specchio a figura intera»

Patty e Fay lavorano nello stesso reparto, mentre la slovena Magda governa l’esclusiva sezione attigua degli abiti d’alta moda: solo le matrone più ricche delle periferie di Sydney possono permettersi di comprare i loro abiti da questo dipartimento, e il fascino di Magda e il suo brio europeo assicurano il giro d’affari per la gioia dei suoi datori di lavoro. In questo ambiente raffinato ed esclusivo approda, dopo gli esami per il diploma, anche la giovanissima Lisa (Lesley per i suoi genitori) che diventa una sorta di trai-d ’union tra i due reparti muovendosi tra l’uno e l’altro.

L’inizio è piuttosto lento e sobrio, il lettore è invitato a fare la conoscenza di ciascuna delle protagoniste e della loro vita fuori dalle vetrine di Goode’s, scoprendo così che Patty deve fare i conti con un matrimonio in crisi e con l’assenza di figli; Fay a 28 anni passa di storia in storia in cerca del principe d’azzurro, Lisa vorrebbe proseguire gli studi ma il padre si oppone. Donne che cercano nel lavoro l’affermazione e la realizzazione che la vita pare altrimenti negargli.  Ancora una volta, l’unica a fare eccezione è Magda che, insieme al marito Stefan, è l’unica a godere di un’esistenza piena anche oltre il lavoro.

Nei brevi capitoli che si susseguono, ritmati dalle scadenze dettate dall’avvicinarsi delle festività natalizie e dal successivo inizio del periodo dei saldi, si capisce gradualmente ma anche abbastanza rapidamente che si tratta di una satira delicata, che colpisce in punta di fioretto gli usi e i costumi della società australiana degli anni ’50. Non è un caso, forse, se i due poli maggiori del romanzo sono rappresentati da Magda e Lisa e dalla loro inattesa amicizia: la più anziana e la più giovane, l’immigrata europea e l’australianissima ragazza che legge Anna Karenina e sogna di fare l’Università. Lisa ha molti talenti ma manca di autostima, grazie in parte all’influenza dei suoi genitori poco ambiziosi (soprattutto il padre) ed è appunto Magda a prenderla sotto la sua ala e a introdurla a un mondo di opportunità per andare oltre il mondo nascosto della sua infanzia.

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I personaggi sono tutti molto ben delineati, seppur ritratti con schizzi quasi impressionistici. Lo stesso aggettivo, impressionista (nel senso artistico del termine), mi viene in mente anche per definire lo stile della St John. L’autrice ha senz’altro orecchio per il linguaggio sfumato della rispettabile classe lavoratrice e un occhio critico quando si tratta di rappresentare gli atteggiamenti prevalenti della società dell’epoca nei confronti dell’amore, del sesso, del matrimonio e della vita domestica. L’atmosfera sofisticata di un grande magazzino (e chi ha mai messo piede in uno di questi luoghi mitici sa di cosa parlo, niente a che vedere con i moderni centri commerciali) e l’ambientazione anni cinquanta danno quel tocco in più all’intreccio di storie tutte al femminile.

Ironico e leggero, Le signore in nero di Madeline St John è un romanzo che si legge velocemente, particolarmente adatto a questa stagione primaverile, una boccata d’aria fresca e semplice mentre le giornate diventano più calde.

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