#Galassie sommerse – Gerda Wegener

Buongiorno e buon anno ragazzi, eccoci tornati agli appuntamenti con le Galassie sommerse, penultima puntata dedicata alle artiste donne che sono state dimenticate dalla storia dell’arte da una cultura purtroppo troppo maschilista. Protagonista di oggi è una donna che io non avrei mai conosciuto se non fosse stato per un film: The danish girl. Il film, tratto tra l’altro dal libro omonimo di David Ebershoff, racconta il primo cambio di sesso della Storia. Einar Wegener, marito di Gerda, era un pittore, amava sua moglie, pittrice pure lei, e fece da modella per lei. Quello che era iniziato come un gioco di ruolo quasi, divenne sempre più la dimostrazione che Einar non si sentiva un uomo dentro di sè, ma una donna. Iniziò a farsi chiamare Lily e, appoggiato da Gerda, iniziò il percorso che lo fece diventare una donna a tutti gli effetti.

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Ma non sono qui per parlarvi di lui, anche se meriterebbe sicuramente approfondimento e conoscenza (intanto vi consiglio il film, ci sono due bravissimi Eddie Redmayne e Alicia Vikander) ma per soffermarmi su Gerda. 

Di origine danese, nacque nel 1886 da una famiglia francese emigrata in Danimarca. Studiò all’Accademia di belle arti: eravamo nel nuovo secolo e non faceva più particolarmente scalpore una donna artista. Sposò Einar Wegener, pittore anche lui.

Famosa per i suoi dipinti di donne, espose a Parigi dopo il 1912 nei Salon più importanti  e collaborò per alcune riviste, tra cui Vogue.

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Nei suoi quadri è evidente una vena erotica non comune ad altre artiste sue contemporanee. Erotismo e realismo permettono all’osservatore di avere la sensazione di guardare una fotografia. Gerda Wegener si occupò anche di illustrare libri di favole per bambini.

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Nel 1930 Einar era ormai diventato Lili, il matrimonio tra due donne non era possibile e il governo danese provvide subito ad annullarlo: nonostante ciò Gerda fu sempre vicina all’ex marito, appoggiandolo nel percorso di cambio del sesso. Nel 1931 si sposò in seconde nozze con l’ufficiale diplomatico italiano Fernando Porta, che aveva dieci anni in meno di lei e lo seguì in Marocco. Anche il secondo matrimonio si concluse con un divorzio nel 1936, in seguito a quella data Gerda tornò in Danimarca ed ebbe modo di vivere i primi mesi di guerra e di occupazione del Paese da parte dei nazisti. Morì nel 1940 per un infarto.

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