I cinque studenti – Matteo Della Valle

 

I cinque studenti di Matteo Della Valle edito da BookaBook è un piccolo romanzo la cui parola chiave per definirlo è amicizia. I protagonisti di questa storia sono cinque studenti: il Lungo, il Nero, il Tofa, il Prof e il Bello. Appena diplomati nel Borgo hanno deciso di iscriversi all’università in cinque diverse facoltà del Capoluogo. Andranno a vivere insieme, in un appartamento dove però ci sono solo tre camere singole e una doppia. In seguito ad una sfida a calcetto le camere vengono divise e inizia la loro nuova vita universitaria.

Mattinate a lezione, pomeriggi di cazzeggio e gioco alla playstation, serate nei pub, finesettimana tutti a casa al Borgo con gli amici di sempre e con Silvia, la ragazza del Lungo. La loro vita sembra perfetta, tutto ciò che i giovani ventenni di oggi possono voler fare loro lo fanno. E così la casa diventa il covo di serate passate tra poker, videogiochi, canne, birre, destinate a diventare soprammobili di vetro sui mobili della cucina. Ma anche quando si è giovani purtroppo le cose brutte accadono: la malattia non guarda in faccia nessuno.

Brevi capitoli si susseguono uno dietro all’altro, mostrandoci spaccati di vita di questi giovani: così assistiamo alle classiche conversazioni tra maschi su quella che era la ragazza più bella della scuola, bellissima e ricchissima tra l’altro, la Dea, ai tentativi di coltivazione di marijuana negli armadi, ad esami universitari in cui ci si finge moribondi e claudicanti per impietosire i professori, alla relazione tira e molla tra il Lungo e Silvia, più piccola di lui di un anno, rimasta nel Borgo. Quando si è giovani si fanno tante cose, spesso anche tante cavolate di cui non si valutano le conseguenze. Ma per questi ragazzi il momento della crescita è vicino, bussa presto alla loro porta.

La lettura di questo libro è stata piacevole, le pagine scorrono via trascinate dal meraviglioso sentimento dell’amicizia. Amicizia pura, con la A maiuscola. Nonostante questo penso che ci siano alcune pecche, non imputabile al modo di scrivere, quanto piuttosto forse alla trama stessa: tendenzialmente i punti di vista sono diversi, a volte il Nero, a volte il Lungo, a volte abbiamo un narratore esterno che racconta. Ciò crea un po’ di confusione nel lettore, anche se all’inizio dei capitoli in cui il pov cambia viene segnalato a chi ci si riferisce. Inoltre alcune parti della trama le ho trovate forse un po’ superficiali, o meglio, probabilmente un pochino irreali, tipiche dei film comici e delle commedie americane che andavano tanto di moda negli anni ’90 e nei primi del 2000, ma che forse al giorno d’oggi non azzeccano molto. Pecca anche un po’ per poca originalità, ma tutto sommato si lascia leggere, avendo dalla sua un buon linguaggio. Sicuramente  I cinque studenti come romanzo d’esordio è un buon trampolino di lancio per Matteo Della Valle.

 

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