#Galassie sommerse: Mary Cassatt

Buongiorno lettori e benvenuti al terzo appuntamento con le #galassiesommerse, il mondo delle artiste, nello specifico di questa rubrica, pittrici di cui si sa così poco. Dopo il seicento e la fine del settecento ora facciamo un altro salto in avanti e ci concentriamo su uno dei movimenti artistici più amati della storia: l’impressionismo. Vicino ai grandi nomi della colonia parigina di artisti va nominata forse una delle più famosi pittrici dell’epoca (che indovinate un po? Nei libri, scolastici e non, di storia dell’arte ovviamente non viene nominata): Mary Cassatt. (nella foto sottostante il quadro Donna con collana di perle in un palchetto)

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Avevo già conosciuto per puro caso questa artista, perchè viene raccontata nel libro edito Neri Pozza L’imperfezione è il nostro paradiso di Harriett Scott Chessman in quanto sorella della protagonista, Lydia. Quest’ultima racconta una parte della loro vita in comune, descrivendoci anche il talento di Mary, l’amicizia con Degas, le difficoltà legate al fatto che entrambe non si sono sposate, la malattia di Lydia. E’ un romanzo che io ho trovato per puro caso in un mercatino dell’usato e che purtroppo è fuori catalogo ormai da anni (quindi anche questa possibilità di conoscere per vie traverse l’artista inizia a diventare difficoltosa).

Fortunatamente forse qualcosa inizia a muoversi se iniziano ad essere pubblicate monografie incentrate sulle donne pittrici. E direi meno male, perchè è vergognoso l’oblio in cui sono cadute, anche perchè Mary Cassatt alla fine dell’Ottocento era molto famosa. Di origini americane ebbe la fortuna di studiare ed essere ammessa in una prestigiosa scuola americana, lusso che le sue colleghe europee non avevano avuto essendo nate nella parte opposta dell’oceano: la Pennsylvania Academy of Fine Arts, una delle prime scuole aperte anche alle donne. Ebbe modo di viaggiare in Europa e di apprendere le tecniche e studiare l’arte del passato. La famiglia le permise una formazione di tutto rispetto, a conclusione della quale doveva solo dipingere e vendere i suoi quadri. Quadri che colpiscono per le pennellate leggere, i contorni sfumati e i soggetti di genere. Scene di vita quotidiana vengono rappresentate nelle sue opere che colpiscono poi il pubblico parigino: perchè Mary, o May, capisce che il fulcro dell’arte in quel periodo è la capitale francese, dove si stanno muovendo spinte sotterranee volte a cambiare i dettami dell’Accademia. C’è un gruppo di dissidenti, di uomini che vogliono un nuovo tipo di pittura, che escono all’aperto e dipingono la luce sulla tela: gli impressionisti.

Con uno di questi la nostra protagonista fa amicizia: Edgar Degas, il pittore delle ballerine, il misogino per eccellenza, che però sembra fare un’eccezione per la brava americana. Tra i due pittori ci sarà uno scambio oltre che di impressioni, insegnamenti, anche di quadri, perchè Degas capisce che quella che si ritrova davanti non è un’imbrattatele ma una grande artista. Dal 1877, a trentatre anni, Mary inizia ad esporre con gli Indipendenti, assieme ad altre artiste (eh si, perchè questo non sarà l’unico appuntamento dedicato ad UNA impressionista).

I suoi quadri rappresentano scene di vita familiare, vita domestica, in cui molto spesso ci sono persone che leggono (numerosi sono i quadri dedicati alla sorella Lydia o alla madre, mentre leggono un libro o la rivista parigina Le figarò), o scene di teatro, con donne che guardano attraverso un binocolo, o ancora donne nei palchi a teatro di cui noi vediamo lo spettacolo attraverso uno specchio posto dietro di loro (questo è il caso per esempio del quadro che ho postato poco sopra). Elementi tipici dell’epoca quindi, come appunto lo specchio che riflette una scena che noi non potremmo vedere diversamente, essendo l’attenzione concentrata sul soggetto che vede. A differenza di molti suoi colleghi, Mary non fu mai interessata al paesaggio, per lei era un semplice sfondo, un contorno alla vita.

Mary Cassatt (1844-1926) The Reader 1877 Oil on canvas

Scene di vita familiare appunto, in cui protagoniste sono spesso madri con bambini: Mary aveva diversi fratelli e parenti che visitò spesso, tornando anche in America e sappiamo che prese spesso da modello i suoi nipoti. Le scene che crea sono molto dolci, serene

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Ma quella serenità sembra che non si rispecchiasse nella sua vita familiare: sappiamo che in età matura vendette molti quadri, anche quelli a cui teneva di più, pur di non doverli lasciare alla sua famiglia. Ormai Mary Cassatt era una pittrice affermata, aveva rapporti con diversi galleristi e le sue opere erano emigrate anche negli Stati Uniti, la sua patria (che sembra abbia sempre vantato la paternità di questa grande artista e le abbia dedicato diverse personali nel corso del secolo scorso). Difficile comprenderne ancora di più il silenzio. (Qui sotto un suo autoritratto).

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