Ancora consigli di libri per l’estate? Sì, perché ancora non vi abbiamo svelato i nostri…

A cura di Sara e Lydia

Siate onesti: quanti post o articoli con i consigli di lettura per l’estate avete letto finora? Personalmente, noi abbiamo perso il conto ma non per questo rinunciamo a darvi i nostri di consigli su possibili libri da leggere durante la bella stagione, che si sia in vacanza o che si resti in città. In genere questo per noi è il momento delle letture meno legate al blog, più libere, più leggere o anche più intense, ma di certo quelle per le quali ci riserviamo momenti tutti per noi. E consigliamo a voi di fare altrettanto, magari leggendo:

LA MISURA IMPERFETTA DEL TEMPO di MONICA COPPOLA (Las Vegas Edizioni)

 

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Zita, Lara, Mia. Tre generazioni di donne, Torino sullo sfondo, e una famiglia che, come tutte le famiglie, è un campo magnetico: ci si attrae e ci si respinge, non sempre le polarità coincidono, soprattutto se non ci sono uomini (padri, mariti, fidanzati) a fare da conduttore. Succede quindi che Zita, vedova da sei mesi, provi a rinnamorarsi; Lara, ragazza madre senza nessun istinto di maternità, si comporti da eterna adolescente, e Mia a ventidue anni sembri la più vecchia delle tre. Che poi, è stata proprio Mia a insistere affinché la nonna andasse in vacanza alle terme per superare il lutto del marito Tore, ma non si sarebbe mai aspettata che da quel viaggio Zita se ne sarebbe tornata con qualcosa in più di un banale souvenir, un nuovo compagno, nientemeno, e sarà pure che l’amore non ha età, ma lei – Mia – a questa cosa non ci sta. Mia, appunto. Ventidue anni, i dreadlocks, gli anfibi, lo stesso zaino, lo stesso migliore amico di quando era bambina, un lavoro in un ipermercato che forse odia ma che non vuole lasciare, ama i biscotti con le gocce al cioccolato e se beve può capitare un guaio. Non parla con Lara, sua madre, da una vita anche perché è una vita che Lara sta a Milano, dirige (molto severamente) la filiale di una pomposa marca di abbigliamento intimo, ama il lusso e il tacco 15, pesca amanti occasionali in chat di incontri, fa 10 km al giorno sul tapis roulant per mantenersi snella e soda anche se ha passato gli anta e a fare la madre non ci riesce mai, non ci è mai riuscita, così come non è mai riuscita a dire il nome del ragazzo che ventidue anni prima l’ha messa incinta e poi è sparito. Riappare invece Mia a chiederle cosa deve fare con questa nonna che adesso si vuole risposare. E allora Lara torna a Torino e quel segreto che aveva ristretto o slabbrato la misura del tempo di ciascuna delle tre donne, come fosse il programma sbagliato di una lavatrice impazzita, schizza fuori all’improvviso. Imperfetto come ogni cosa. Naturalmente.

La misura imperfetta del tempo di Monica Coppola è un romanzo sul lasciarsi andare, sugli imprevisti che ti cambiano la vita, sui legami che stringiamo e su quelli che ci portiamo dietro (o dentro) e che possono diventare radici. Ma che fioriranno solo se saremo noi a volerlo.

LA RAGAZZA DEL FARO DI ALESSIA COPPOLA (NEWTON COMPTON)

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Luna è la ragazza del faro.  Su uno sfondo quasi mitico, nel mare Adriatico, Luna vive insieme al padre Arturo, pescatore, e allo zio Ammone, il guardiano del faro, su un’isola incantevole, l’Isola dei Gigli di mare, accarezzata dalla dolce brezza del mare e cullata dall’abbraccio delle onde. Come sua madre, morta quando era ancora una bambina, Luna studia le stelle e gli astri, alla ricerca di una stella che ancora nessuno ha mai visto ma che può portarle le risposte alle tante domande che la tormentano. La sua vita conosce una svolta imprevista quando sull’isola sbarca Hermes, un fotografo naturalista tornato dopo anni per prendere possesso dell’eredità di famiglia. Luna ha avuto un solo amore nella sua vita ma è pronta a rimettersi in gioco. Hermes ha avuto il cuore spezzato e le cicatrici continuano a dolergli troppo per riuscire a lasciarsi andare. Hermes e Luna non sanno che c’è un antico segreto che li riguarda. Un segreto che prima o poi qualcuno riporterà alla luce, come il mare ha riportato a riva una strana scatola che contiene al suo interno alcune foto, sbiadite dall’acqua e dal tempo, che la ritraggono da bambina insieme alla madre. Chi ha scattato quelle foto e perché? L’interrogativo, altrimenti retorico, è invece acuminato come la punta di una freccia che colpirà dritto il cuore dei lettori quando si troveranno davanti a uno dei finali più struggenti e imprevedibili che possano suggellare una storia, una vera e propria epifania. Eppure, come ha confermato la stessa Alessia Coppola, non poteva esserci finale diverso da quello. Il che non solo è assolutamente vero, ma dimostra anche raro coraggio e puro talento da parte di una giovane autrice disposta ad assecondare le esigenze della narrazione piuttosto che le aspettative del mercato. I lettori, invece, sono certa che lo intenderanno con la contezza che le grandi storie strappano il cuore.  (QUI peraltro trovate la tappa del blog tour che approfondisce i luoghi del romanzo)

GIULIANO E LORENZO: LA PRIMAVERA DEI MEDICI di ADRIANA ASSINI (SCRITTURE & SCRITTURE)

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Cosa c’è ancora da dire sui Medici che non sia già stato detto, scritto, narrato, raffigurato, filmato? Come dirlo in modo che il lettore senta l’emozione, la partecipazione, il palpito e il piacere della lettura? Adriana Assini ha fatto il miracolo attraverso un’intuizione narratologica di grande perspicacia e assoluta semplicità.

Nel giorno delle esequie di Alessandro di Mariano di Vanni Filipepi detto il Botticelli, due amici s’incontrano in via dei Calzaioli, nella bella Fiorenza. Sono Maso, un aspirante pittore, e Cosma, un audace avvocato. Mentre seguono il catafalco, stranamente spoglio e povero di colui che pure un tempo era stato uno tra i più grandi protagonisti del Rinascimento, s’imbattono nel mercante Giotto, un ricco commerciante appena rientrato in città dopo una lunga assenza, affamato di novità, di storie, di quelle vicende e vicissitudini che hanno fatto della bella città toscana la vera caput mundi delle arti e della cultura, grazie all’intelligenza e alla lungimiranza della famiglia Medici, sotto il cui patronato e mecenatismo sono sbocciati i fiori  più belli e forti e imperituri dell’arte e della cultura italica: dal Poliziano a Pico della Mirandola, da Marsilio Ficino al giovane Michelangelo.

I tre si accordano per vedersi la domenica successiva nella villa del mercante e accompagnare a ricche libagioni la storia tumultuosa degli ultimi anni. Inizia così un appuntamento che si rinnova di settimana in settimana (quasi un’eco inedito de Le mille e una notte), alla presenza anche di Madonna Beatrice, la bellissima moglie di Giotto, che non tarderà a diventare non solo l’ascoltatrice più attenta e bramosa, ma una vera e propria musa per Cosma. Mentre si tratteggiano le personalità di Lorenzo e Giuliano, le loro inclinazioni, le mosse politiche, le alleanze e le inimicizie, le congiure, i tentativi di mutare l’ordine politico della città, i rapporti col papato e con le altre dinastie e principati italiani, l’ordito tessuto da Adriana Assini trama realtà e finzione in un intreccio prezioso e suggestivo, ma anche elusivo e «obbligato alla stringatezza», perché la verità rende meglio con poche purché precise pennellate (come avrebbe insegnato, più tardi, l’impressionismo pittorico, ma non dimentichiamo che la Assini è in primo luogo acquarellista e la lezione l’ha assimilata a meraviglia fino a trasfonderla, con perizia, nella scrittura).

 Con Giuliano e Lorenzo, la primavera dei Medici, Adriana Assini si conferma – caso mai ce ne fosse ancora bisogno – una voce rivoluzionaria nel panorama della contemporanea narrativa storica. Attenta, ardita, innamorata. Un delitto non corrispondere a questo amore.

 

L’ARTE DI CORRERE SOTTO LA PIOGGIA DI GERTH STEIN (PICWICK)

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Il film, sebbene con un titolo diverso (Attraverso i miei occhi) uscirà in autunno. Ma chi ha già visto il trailer avrà già capito che ci sarà molto da piangere (e non solo per il fascino di Milo Ventimiglia). Io sicuramente ho pianto quando l’ho letto, cinque anni fa (in vacanza), e ogni cinque minuti correvo ad accarezzare Lizzy che aveva appena compiuto un anno. Da allora consiglio questo libro a tutti, soprattutto a chi ha un cane, ovvio, ma soprattutto a chi non ha paura del dolore e sa che soffrire e combattere a volte sono indispensabili per sapersi vivi. La storia è emozionante, dolce, divertente, di rara sensibilità, a tratti da pelle d’oca.

«Mi chiamo Enzo. Adoro guardare la TV, soprattutto i documentari del National Geographic, e sono ossessionato dai pollici opponibili. Amo il mio nome, lo stesso del grande Ferrari, anche se d’aspetto non gli assomiglio per niente. Però, come lui, adoro le macchine. So tutto: i modelli, le scuderie, i piloti, le stagioni… Me lo ha insegnato Denny. Denny è come un fratello per me. Per sbarcare il lunario lavora in un’autofficina, ma in realtà è un pilota automobilistico, un asso, anche se per ora siamo in pochi a saperlo. Perché lui ha delle responsabilità: deve prendersi cura della sua famiglia e di me, perciò non può dedicarsi interamente alle gare. Eppure è un vero campione, l’unico che sappia correre in modo impeccabile sotto la pioggia. E, credetemi, è davvero difficile guidare quando c’è un tempo da cani: io me ne intendo. Tra noi è stato amore a prima vista. Ne abbiamo passate tante, negli anni che abbiamo trascorso insieme. Ci sono stati l’incontro con Eve, la nascita di Zoè, il processo per il suo affidamento… Ah, ho dimenticato di dirvi una cosa importante: sono il cane di Denny, e questa è la mia storia».

LA MALALEGNA DI ROSA VENTRELLA (LIBRI MONDADORI)

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Teresa e Angelina sono sorelle legate da un affetto che trascende le loro infinite distanze: una, Teresa, la voce narrante, è timida, introversa, riservata, esile, chiara di carnagione, pare invisibile; l’altra Angelina, la sorella più piccola, è esuberante, vivace, impetuosa e bella, di una bellezza moresca come quella della loro madre Caterina, una bellezza che è presagio di sventura, quasi una colpa da espiare, di certo una condanna.

All’inizio degli anni Quaranta – quando prende avvio il racconto retrospettivo di Teresa – Copertino, nel cuore della Murgia Pugliese, è un piccolo borgo che non fa eccezione nel versare il suo tributo alla guerra fascista: mentre gli uomini lasciano i campi e partono per il fronte, la famiglia delle due sorelle Sozzu perde sia l’orgogliosa alacrità del papà Nardo, chiamato alla leva, che la dolce arte dell’affabulazione del nonno, chiamato a chiudere i conti con la vita terrena. Restano nella casa di una sola «stanza, divisa in due da una cortina che serviva a separare il sonno dalla veglia, i materassi dalle stoviglie […] e sul pavimento escrementi di gallina» quattro donne sole: le due bambine, la madre e nonna Assunta. Non è più tempo di racconti di lupi, briganti e masciare davanti al camino. È tempo di fame e caos e i lupi entrano in casa, e i briganti pure. Entra in casa Sozzu anche il Barone Personè. Perché è qui che la Grande Storia, quella dei manuali e della scuola, salta il passo, questo è l’anello che non tiene: il meridione liberato dagli alleati è ancora ostaggio dei grandi latifondisti. Come la gramigna, non è facile da estirpare e magari vuole pure passare per grano, cambiano i tempi, cambiano i governi, cadono regimi, si innalzano repubbliche, ma nel mezzogiorno d’Italia a farla da padrone sono sempre i grandi proprietari terrieri e i cafoni non possono far altro che sottomettersi. O sono botte. Ma quando sono le donne a sottomettersi, come fa Caterina per non far morire di fame le sue bambine, sono semplicemente puttane e la malalegna tra i vicoli e le comari del borgo cresce nutrita peggio della gramigna.

Un grande affresco, un grande romanzo che incrocia tanti temi importanti, i cafoni di Tommaso Fiore, l’educazione politica e la coscienza civile dei contadini del sud, le dinamiche culturali, le ostruzioni ambientali: la Murgia Pugliese è come una donna, bellissima e fiera, non si conquista facilmente. E la malalegna e lo scuorno, sono due facce della stessa medaglia.

LIBRO BONUS: C’ERA UNA VOLTA DI AGATHA CHRISTIE (MONDADORI)

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…Perché, per me, in estate un bel giallo di Agatha Christie non può mancare mai. Questo l’ho letto di recente e non c’è Poirot, né Miss Marple, nemmeno Parker Pyne o i coniugi Tommy e Tuppence. C’è una famiglia di Tebe dell’antico Egitto, circa 2000 anni fa, fatta di sacri riti, déi antichi, scribi, schiave, concubine, padri, figli, nuore, e una nonna un po’ strega e un po’… Jane Marple. Forse. Ero un po’ perplessa all’inizio, ma anche quando si cimenta con una cornice storica – va detto – Dame Agathe non sbaglia un colpo.

 C’era una volta Tebe, antico Egitto, 2000 a.C. Renisenb, rimasta vedova, torna nella grande casa del padre Imhotep, sacerdote del dio Ka. La giovane è in cerca di conforto e nella casa natale ha l’impressione di poter riacquistare la serenità perduta. Ma la realtà in cui si imbatte è assai diversa: i suoi tre fratelli sono sempre in contrasto tra loro, mentre le cognate e la vecchia malvagia Henet gettano olio sul fuoco. Ma la situazione è destinata a peggiorare con l’arrivo della sensuale e affascinante Nofret, la giovanissima nuova concubina di Imhotep. In questa atmosfera di gelosia, passioni e rancori scoppia presto una vera e propria tempesta e incominciano a verificarsi strane morti: sono il risultato di una maledizione divina? O di molto più umani intrighi?

L’AMORE CHE DURA DI LIDIA RAVERA (BOMPIANI)

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Non è un appuntamento d’amore, quello che si sono concessi Emma e Carlo. È piuttosto una resa dei conti. A quarant’anni da quando hanno scoperto l’amore insieme, a vent’anni dalla fine del loro matrimonio: quando Carlo è volato a New York a sfidare se stesso ed Emma è rimasta a Roma, a insegnare in una scuola di borgata. Oggi lui è un regista quasi famoso, lei un’idealista fuori dal tempo. Lui ha girato un film che racconta con nostalgia la loro love story adolescente, lei l’ha stroncato su una rivista online. Lui si è offeso, lei è pronta a scusarsi. Ma quella è la colpa minore. L’altra, ben più grave, si è piantata fra loro come una spina. Lui non la immagina neppure, lei vorrebbe confessare ma non sa come. All’appuntamento va in bicicletta, difesa da un gilet di velluto vintage, armata di una borsa a bandoliera che contiene quattro quaderni neri traboccanti di verità. Ma la resa dei conti non avrà luogo. Un incidente la impedisce, o forse la ritarda soltanto. Resta il mistero dell’amore che dura, che resiste, anche se più Carlo ed Emma si allontanano dalla prima giovinezza più aumenta la distanza fra loro. Che cosa continua a tenerli legati dai movimentati anni settanta fino al disincanto del presente? Quella che Emma chiama la chimica dei corpi? O qualcosa di più misterioso e tenace?

Ho trovato queste pagine molto scorrevoli, ricche di vita; mi sono innamorata di Emma e Carlo, delle loro esistenze e del loro amore durevole e praticamente eterno. E’ un romanzo che attira e trascina riga dopo riga, capitolo dopo capitolo. Leggiamo il dramma che traspare, il sentimento, la rabbia, la tristezza e non si può fare a meno di immedesimarsi nei protagonisti e chiedersi quanto davvero il destino partecipi del nostro futuro. Libro adatto agli animi romantici che cercano la sensibilità nella carta stampata.

FIGLIE DI UNA NUOVA ERA DI CARMEN KORN (FAZI EDITORE)

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Uno strano destino, quello delle donne nate nel 1900: avrebbero attraversato due guerre mondiali, per due volte avrebbero visto il mondo crollare e rimettersi in piedi, stravolgersi per sempre sotto i loro occhi. Sono proprio loro le protagoniste di questa storia, quattro donne che incontriamo per la prima volta da ragazze, ad Amburgo, alle soglie degli anni Venti. Hanno personalità e provenienze molto diverse: Henny, di buona educazione borghese, vive all’ombra della madre e ama il suo lavoro di ostetrica più di ogni cosa; l’amica di sempre Käthe, di estrazione più modesta, emancipata e comunista convinta, è un’appassionata militante; Ida, rampolla di buona famiglia, ricca e viziata, nasconde un animo ribelle sotto strati di convenzioni; e Lina, indipendente e anticonformista, deve tutto ai suoi genitori, che sono letteralmente morti di fame per garantirle la sopravvivenza. Insieme crescono e vedono il mondo trasformarsi, mentre le loro vicende personali s’intrecciano in una rete intricata di relazioni clandestine, matrimoni d’interesse, battaglie politiche e sfide lavorative, lutti e perdite, eventi grandi e piccoli tenuti insieme dal filo dell’amicizia. Pagine che ci fanno respirare il fascino d’epoca di un mondo che non c’è più: i cocktail al vermut, i cappelli a bustina, gli orologi da tasca e gli sfarzosi locali da ballo, ma anche le case d’appuntamenti, i ristoranti cinesi e le fumerie d’oppio del quartiere di St Pauli. E poi la lenta, inesorabile disgregazione di tutto, la fine di ogni libertà, il controllo sempre più pressante delle ss, la minaccia nazista…

Carmen Korn ha creato una storia bella, piena di tristezza, disperazione, ma anche di affetto, amicizia, amore e soprattutto speranza. Ha tracciato un contesto storico importante e forse difficile da comprendere, permettendo al lettore di immedesimarsi nei panni di un popolo schiavo per primo di uno degli uomini più malvagi della Storia. Romanzo adatto agli amanti di un buon contesto storico che non sia pesante, delle saghe familiari e dei romanzi al femminile.

 

FIGLIE DEL MARE DI MARY LYNN BRACHT (LONGANESI)

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Corea, 1943. Hana è una pescatrice di perle, una professione che si trasmette da madre a figlia, donne fiere e indipendenti. È cresciuta sotto il dominio giapponese, non conosce altro. Ed è felice quando nasce una sorellina, Emiko, perché con lei potrà condividere le acque del mare che bagnano l’isola di Jeju, la loro casa. Ma i suoi sogni si infrangono il giorno in cui, per salvare Emiko da un destino atroce, viene catturata e deportata in Manciuria. Lì, lontana dalla famiglia e da tutto ciò che conosceva, verrà imprigionata in una casa chiusa gestita dall’esercito giapponese. Ma una figlia del mare non può arrendersi senza lottare, e Hana sa che dovrà fare ricorso a tutte le sue forze per riconquistare la libertà e tornare a casa. Corea del Sud, 2011. Emiko ha trascorso gli ultimi sessant’anni della sua vita cercando di dimenticare il sacrificio di sua sorella, ma non potrà mai trovare la pace continuando a fuggire dal passato. I suoi figli e il suo Paese vivono ormai una vita serena… Ma lei riuscirà a superare le conseguenze della guerra e a perdonare se stessa?

 I punti di vista di Hana ed Emiko si alternano e c’è un continuo variare di passato e presente; le violenze, il sangue, gli stupri vengono descritti crudamente, colpendo la sensibilità di chi legge. Pur essendoci scene angoscianti in alcuni punti che lasciano addosso una sensazione soffocante, non riescono a fermare la voglia di leggere e andare avanti, per scoprire la sorte di queste due sorelle legate da un affetto che va oltre il tempo e lo spazio. Romanzo adatto a chi vuole conoscere un altro pezzetto di storia e a chi ama le letture drammatiche che ti rimangono dentro e si annidano nella tua anima.

 

LE TARTARUGHE TORNANO SEMPRE DI ENZO GIANMARIA NAPOLILLO (FELTRINELLI)

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Salvatore è nato quando in pochi conoscevano il nome della sua isola: un luogo di frontiera posto alla fine del mondo, con il mare blu e la terra arsa dal sole. È cresciuto sulle barche, vicino alle cassette di alici, con lo sguardo nell’azzurro, sopra e intorno a lui. Forse è lì che tutto è cominciato, tra ghirigori nell’acqua e soffi nel vento. Di sicuro è lì che ha conosciuto Giulia, anche se lei vive a Milano con i genitori emigrati per inseguire lavoro e successo. Da sempre Giulia e Salvatore aspettano l’estate per rivedersi: mani che si intrecciano e non vogliono lasciarsi, sussurri e promesse. Poi, d’inverno, tante lettere in una busta rosa per non sentirsi soli. Finché, una mattina, nell’estate in cui tutto cambierà, Giulia e Salvatore scoprono il corpo di un ragazzino che rotola sul bagnasciuga come una marionetta e tanti altri cadaveri nell’acqua, affogati per scappare dalla fame, dalla violenza, dalla guerra. Gli sbarchi dei migranti cominciano e non smettono più. L’isola muta volto, i turisti se ne vanno, gli abitanti aiutano come possono. Quando Giulia torna a Milano, il filo che la lega a Salvatore si allenta. La vita non è più solo attesa dell’estate e amore sincero, corse in spiaggia e lanterne di carta lanciate nel vento. La vita è anche uno schiaffo, un risveglio, la presa di coscienza che al mondo esistono dolore e differenze. Una scoperta che travolge i due ragazzi e che darà valore a tutte le loro scelte, alla loro distanza e alla loro vicinanza.

Tra lettere, viaggi a Milano, perdite, sogni che si infrangono, leggiamo la storia di Salvatore e la storia di una piccola isola che se non fosse stato per i migranti sarebbe stata tranquillamente trascurata. Leggiamo di gente che arriva, gente che muore, il popolo isolano che vuole accogliere, che non vuole chiudere i confini, perchè chi vede la disperazione sul volto di chi arriva e corpi di centinaia di persone affondare nell’acqua non riesce a chiudere gli occhi e covare quell’odio che purtroppo è così diffuso nella nostra storia più recente. E’ una storia d’amore, di maturazione, ma anche di disperazione e non può non far riflettere chi legge   La storia si ripete, il mondo è spezzato in due come il barcone, e accettare di fare parte della metà più fortunata non può essere esente da responsabilità. Ma è anche un inno al ritorno, al percorso che porta ad andarsene da una realtà troppo piccola in cui non sembrano esserci possibilità di scampo, per andare verso le grandi città troppo grigie e inquinate, con il costante richiamo del mare. Salvatore e Giulia intrecciano e separano le loro vite, sempre legate dal filo dei pensieri. Una lettura in questa estate in cui gli sbarchi sono all’ordine del giorno e in cui problematiche più grandi di noi vanno affrontate.

 

TRILOGIA DELLE GEMME DI KERSTIN GIER (CORBACCIO E TEA)

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Per le amiche, Gwendolyn è una ragazza fortunata: quanti possono dire di abitare in un palazzo antico nel cuore di Londra, pieno di saloni, quadri e passaggi segreti? E quanti, fra gli studenti della Saint Lennox High School, possono vantare una famiglia altrettanto speciale, che da una generazione all’altra si tramanda poteri misteriosi? Eppure Gwen non ne è affatto convinta. Da quando si è trasferita con la mamma e i fratelli in quella casa, la sua vita le sembra sensibilmente peggiorata. La nonna comanda tutti a bacchetta e zia Glenda considera lei, Gwen, una ragazzina superficiale e certamente non all’altezza del nome della famiglia. E poi c’è Charlotte, sua cugina: rossa di capelli, aggraziata, bravissima a scuola e con un sorriso da Monna Lisa. È lei la prescelta, colei che dalla nascita è stata addestrata per il grande giorno in cui compirà il primo salto nel passato. Gwen proprio non la invidia: sa bene che si tratta di una missione, non solo per la sua famiglia ma per l’umanità intera. Per nulla al mondo vorrebbe trovarsi al suo posto…

Questa trilogia è adatta a tutti gli amanti del fantasy e non: una ragazza con nulla di speciale che scopre di avere il potere di viaggiare nel tempo e che a causa di esso è una pedina di un gioco più grande in cui la fanno da protagonisti una loggia segreta, pietre preziose, un conte inquietante, un ragazzo misterioso e due fuggiaschi. Tra cronografi, salti nel passato, la magia in ogni luogo e una Londra quasi esoterica non potrete non affezionarvi a Gwen e Gideon.

 

LIBRO BONUS: MEMORIE DI UNA RAGAZZA PERBENE DI SIMONE DE BEAUVOIR (EINAUDI)

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Il primo “tempo” dell’autobiografia di una donna che voleva prima di tutto essere libera. Le tappe obbligate di un’educazione sentimentale, l’inevitabile scontro con la famiglia e l’ambiente sociale dell’alta borghesia francese conservatrice e bigotta, i meschini pregiudizi d’un mondo in declino insieme con i primi dubbi, i contrasti sentimentali, le tensioni, accompagnano il lungo viaggio verso la conquista di sé, fino agli anni dell’università e l’incontro con alcune tra le più note figure della cultura francese, da Simone Weil a Raymond Aron, da Merleau-Ponty a Roger Vailland e Jean-Paul Sartre.

Una personalità che ho imparato a rispettare molto è stata Simone de Beauvoir, una donna che dovrebbe essere d’insegnamento per molte e che già solo nella descrizione dei suoi primi ventun’anni ha dato tanto. Pur essendo lo stile forse un po’ lento in alcune parti, è riuscita a caratterizzare al meglio la società di inizio Novecento, una classe sociale di cui ben presto non si è sentita più parte, riesce ad incantare, non riesce a farti staccare dalle pagine che scivolano via una dopo l’altra per arrivare alla fine e lasciare la voglia di leggere qualsiasi altra cosa lei abbia scritto e arricchirsi il più possibile. Fatevi un regalo e leggetela.

 

E I CONSIGLI DEI LETTORI?

Questi sono i più importanti, se è vero quello che dice il rapporto di Messaggerie e cioè il consiglio di amici e parenti resta sempre l’input principale per la lettura di un libro. Ecco, dunque, i consigli di alcuni dei nostri lettori (che ringraziamo e abbracciamo virtualmente):

Le sette morti di Eveyn Hardcastle di Stuart Turton (Neri Pozza)

Idda di Michela Marzano (Einaiudi)

Tutto sarà perfetto di Lorenzo Marone (Feltrinelli)

Due sirene in un bicchiere di Federica Brunini (Feltrinelli)

Circe di Madeline Miller (Sonzogno)

Il suono del mondo a memoria di Giacomo Bevilacqua (BaoPublishing)

La dama in grigo – La dama in bianco – La dama in verde di Antonia Romagnoli (Independently published)

 

 

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