“Efemeridi” di Cesare Catà

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Quando sono stata al Salone del libro di Torino quest’anno, mi sono avvicinata allo stand dedicato alle case editrici della regione Umbria. Tra i vari libri presenti sul banchetto sono stata colpita, su indicazione dell’editore, da un libretto con una copertina molto semplice: sfondo giallino con scritte rosse e alcune stelle sopra. Il titolo di questo volume era Efemeridi di Cesare Catà. Il sottotitolo del libro è Storie, amori e ossessioni di 27 grandi scrittori: quella che ci troviamo a leggere è una raccolta di ventisette raccontini di circa cinque pagine ciascuno. Attraverso essi scopriamo aneddoti e curiosità riguardo a vari autori.

La bellezza di questi brani è che vengono fuori come quadri: fuoriescono dalle pagine i personaggi, i loro pensieri, la loro vita, malinconia, dolcezza, il loro amore. E così ci ritroviamo accanto a John Keats, che nel 1818 si innamorò di Fanny Brawne e scoprì la bellezza della vita  e dell’amore, a cui dovette presto rinunciare a causa della malattia. Oppure nel 1913, accanto a Tolkien, che per la donna della sua vita, la sua Lùthien, inventò un mondo e una realtà immaginifica, il mondo del Signore degli anelli e de Lo Hobbit, e immaginò che in questo mondo il loro amore potesse concretizzarsi e durare in eterno. Ci svegliamo accanto a Jane Austen, che su una carrozza capisce di non amare più Tom Lefroy e che non sposerà mai nessuno.

C’è poesia e magia in questi racconti: conosciamo William Butler Yeats, cantore di fiabe irlandesi, che fu sognato da una gatta acciambellata sul suo cappotto e per non svegliarla lo ritagliò; ci sono atmosfere inquietanti e vampiresche nei cimiteri londinesi, quando Dante Gabriel Rossetti perse la sua modella e amata Elizabeth Siddal, la celebre Ofelia di John Everett Millais, e la pianse dolorosamente come un dannato.

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Scopriamo l’origine della filosofia di Kierkegaard: come rinunciò alla donna che amava e con cui era fidanzato, senza una ragione logica e la lasciò prima di sposarla, amandola per tutta la vita. E poi leggiamo di Jung, di Sylvia Plath, di Holderlin, della Alcott e di Kerouac

Grandi artisti, uomini e donne, fotografati in un attimo basilare della loro vita: qualcosa che cambiò per sempre la loro esistenza e che per un’amante della letteratura costituiscono brevi excursus temporali e spaziali nel loro mondo. Respiriamo il sogno, l’amore, la solitudine e il dolore assieme a questi ventisette protagonisti, accanto a cui ci troviamo anche se per poco tempo.

Ora era in procinto di diventare quell’avventuriero furioso e splendido, arrabbiato e geniale, che con i suoi romanzi avrebbe incantato il mondo. Lui la scaccia via, orgoglioso e ferito, ora che lei era pronta ad amarlo. Hemingway si rende conto che gli uomini non sono che vittime di passioni non sincronizzate. Che la vita è solo un lungo addio. Che tutti noi, per quanto ci amiamo – siano le nostre storie d’amore lunghe una settimana o una vita intera -, ci stiamo soltanto dicendo addio. Addio agli abbracci. Siamo treni che si incrociano rapidi in una stazione di smistamento merci. Solo sfidando la morte in tutte le sue forme possiamo pienamente e veramente capirci, nel dirci addio.

Cesare Catà in Efemeridi ha fatto un regalo agli amanti della lettura, ha regalato delle curiosità su uomini e donne che abbiamo imparato ad amare grazie alle loro parole. E’ come un mollusco che produce una perla e la custodisce: un contenitore di cose preziose da leggere e rileggere, momenti da vivere e attimi da ricordare.

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