Cranford – Il paese delle nobili signore

 

Cranford è un piccolo paese nella campagna inglese dove tutti si conoscono e dove c’è una piccola particolarità: chi detiene il potere sociale sono le donne. Mary Smith è la voce narrante: figlia di un uomo d’affari di una città vicina, viene spesso invitata a trascorrere del tempo dalle sue amiche.

Conosciamo così i Brown, la signorina Deborah Jenkyns con la sorella Matty, Betty Barker, la signorina Pole e la signorina Jamieson. E attraverso ogni capitolo ci inoltriamo nella storia sociale di questa piccola comunità: dalla morte del capitano Brown, al matrimonio della figlia Jessie, dalla morte di Deborah Jenkyns, alla scoperta dei segreti di Matilda. Leggiamo di queste donne e della loro vita: amore, morte, scandalo, scalpore per i matrimoni di basso livello.

Mary Smith assiste nelle sue numerose visite ad eventi basilari del Paese e interviene direttamente sulla scena in numerose circostanze: si occupa di leggere con la cara  Matty le lettere della madre e della sorella, è concorde con lei nel vietare i fidanzati alla sua domestica Martha, interviene quando la banca, presso cui Matty ha delle azioni, fallisce nel cercare di fare in modo che l’amica si possa ingegnare e mantenere: da qui inizia l’attività di rivendita di the e caramelle. Ma Mary cerca anche di ritrovare il fratello lontano della sua amica, fuggito tanti anni prima dalla famiglia e imbarcatosi verso terre lontane.

Elizabeth Gaskell ha scritto un romanzo femminile e sociale: i personaggi maschili sono quasi tutti delle macchiette all’interno del racconto e non hanno la preponderanza e lo spessore psicologico delle donne che sono le vere marionette dello spettacolo. Assistiamo ai loro problemi, al rapporto tra le classi sociali differenti: la nobiltà impoverita ma che ritiene ancora di essere superiore ai nuovi ricchi commercianti, lo scandalo causato da un matrimonio tra i membri di due ceti diversi.

Ho trovato questa lettura un po’ noiosa in alcune parti, lenta, con poca azione, tutto sommato un romanzo che lascia ben poco a livello emotivo ma che sicuramente appassionerà gli amanti dell’Inghilterra ottocentesca e di Elizabeth Gaskell.

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