Attenti al cane di AA.VV

«Si può diventare padri di cuccioli anche senza aver provato davvero mai la tenerezza di essere figli di madri». Con questa affermazione – sublime e spietatamente vera di Giancarlo Vistilli ‒ si conclude Attenti al cane una raccolta di ventitré racconti «per aiutare i migliori amici dell’uomo» (Laterza Edizioni della Libreria) voluta e curata da Marcello Introna, medico veterinario e scrittore, autore di Percoco e Castigo di Dio (editi entrambi da Mondadori), un volume capace di coinvolgere le voci più alte del panorama narrativo pugliese contemporaneo in un’iniziativa che, anche sfogliando l’intero vocabolario e spremendo l’intera gamma di aggettivi superlativi, non si troverebbe altro modo per definire se non formidabile. E non solo perché il 50% dei proventi del libro è destinato al Canile Sanitario di Bari, ma perché raccoglie e distilla una varietà di emozioni, sensazioni, sentimenti, passioni, inquietudini violentemente legate all’uomo, al suo rapporto con gli animali (non solo il cane) come specchio del suo rapporto con se stesso, qualcosa che va al di là di noi, che inseguiamo ma ci sfugge, percepiamo ma non riusciamo a dargli un nome, se non quello – a volte – che scegliamo per il nostro animale domestico.

«Sotto la superficie, siamo tutti estremamente simili. Quattro arti, stesse ossa, stessi organi, stesse origini e una lunghissima storia condivisa. E tra il primo respiro e l’ultimo rantolo, puntiamo tutti verso obiettivi comuni: vivere, allevare i nostri figli, trovare spazio sufficiente per condurre la nostra vita, sopravvivere ai pericoli, fare quello che va fatto come meglio possiamo, assaporare il mistero e l’opportunità di scoprire che, bene o male, esistiamo» scrive Carl Safina, biologo specializzato nelle relazioni tra esseri umani e animali, in Al di là delle parole. Che cosa provano e pensano gli animali (Adelphi Editore, 2018). Ho sempre pensato che questa affermazione spieghi molto, se non tutto, della contraddittorietà del rapporto uomo-animale: l’animale, quale esso sia (uomo incluso) è l’altro da noi che attraiamo e da cui ci sentiamo attratti o respingiamo e da cui ci sentiamo respinti. È l’amore, l’odio, la generosità e la violenza che nutriamo per i nostri simili e che si trasmette alla specie a noi più con-simile.

Per questo la trasversalità di Attenti al cane assume un significato più profondo della mera disponibilità del singolo autore a partecipare all’iniziativa: ognuno ha condiviso qualcosa di sé per l’altro, sia quest’altro inteso come l’animale chiuso in canile da aiutare o il lettore; ogni storia è un anello di quella catena (metaforica, s’intende, e guai se così non fosse) che lega gli esseri viventi (tutti) gli uni agli altri, perché in verità c’è un’armonia che supera la comunione di argomento: In Attenti al cane il vero protagonista è il sentimento universale, senza distinzione tra uomo e animale. Quale sentimento, sarà poi compito del lettore individuare.

Cattura

Il meraviglioso Tema di Eva Clesis contiene una tenerezza debordante e tutto il dolore di un dardo scagliato dritto al cuore; il Coraggio di Antonella Lattanzi un lirismo disperato, quel Siamo stati noi di Marcello Introna ha la potenza di una fiera dichiarazione di guerra alla codardia e all’intolleranza verso le più indifese tra le creature viventi; L’interruzione di Eugenio Vendemiale è una confessione straziante e coraggiosa tanto quanto commovente e appassionante è la storia vera di Luna e la ragazza di Mariapia Romano. Il kafkiano Mammiferi sogghignanti di Giuseppe Ceddia è la perfetta rappresentazione poetica, puntigliosa e straniante insieme, di questa volontà di prolungamento tra due mondi in fondo meticci come sono quello umano e quello animale a cui, tuttavia, non si può non negare anche un certo grado di suggestione e quasi di salvifica accettazione.

Tra storie vere, frammenti di romanzi inediti (La morte del gregge di Mario Desiati), estratti di libri già pubblicati (Storia di Randy di Gianrico Carofiglio tratto da Né qui né altrove. Una notte a Bari) è difficile non trovare la punta di freccia pronta a trafiggerti, il passo che si scolpisce nel cuore mentre leggi:

«Che sia sempre possibile, davanti alle proprie azioni, dire senza confusione e senza truccare la verità: questo era giusto, questo era sbagliato, qui sono stato sublime, qui sono stato orrendo.

Ma chi davvero ha voglia di farlo?»

Che questo sia un libro intriso d’amore è evidente oltre ogni miopia: amore per gli animali, amore per la fragilità, l’innocenza, la bellezza che possiamo, anzi vogliamo, ad ogni costo, salvare. Anche attraverso la letteratura. Ciò che abbiamo chiesto anche allo stesso Marcello Introna.

 

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Partiamo dalla domanda più ovvia: come e quando è nata questa idea? È stato difficile coinvolgere e convincere i suoi colleghi ad aderire?

È nata casualmente, parlando con una volontaria del Canile Sanitario di Bari. Ci chiedevamo cosa si potesse fare di più, oltre a quello che Patrizia Giaquinto (gestore del canile) fa, rinunciando molto spesso agli aspetti “ludici” della sua stessa vita. Essendo principalmente un veterinario, oltre evitare di girarmi “dall’altra parte”, potevo fare questo: una raccolta di racconti. Tutti gli scrittori che ho contattato hanno aderito con entusiasmo. Superstar incluse; anzi le superstar sono state le più disponibili, proprio a evidenziare che quando la gente vale, non ha bisogno di dimostrarlo con atteggiamenti arroganti. Hanno aderito tutti, tranne due. Ma non mi ricordo più chi siano.

Com’è stato unire queste due componenti della sua vita: la scrittura, i libri, l’editoria da un lato e l’amore per gli animali, la professione di veterinario dall’altro? E, a proposito, quale tra le due è più difficile da esercitare, al netto delle ovvie differenze? Quella che la fa tribolare, magari persino incazzare di più?

Coniugare i due binari su cui scorre la mia vita è stato elemento di enorme soddisfazione per me, specie in virtù della nobiltà del fine. Il mondo della veterinaria è regolato dalla causa-effetto. Quello dell’editoria no. Un cane, prima di morderti, ti “avvisa”, e lo fa sempre in risposta a un TUO errore, o una TUA “provocazione”, anche se inconsapevole. Questo discorso vale per tutti gli animali. Al contrario… nel mondo degli scrittori, di cui non conosco poi tantissimo, ti capita di essere “aggredito” senza motivo. E questo mi fa molta paura. Non certo un pitbull. Mi deprime la spocchia, l’arroganza, e purtroppo ho incrociato alcune persone che non si nutrono di altro.

Il suo racconto – Siamo stati noi – è autobiografico, un’accusa a chi riteneva e, lo so perché lo vivo, ritiene ancora che gli animali, specie se randagi, siano una specie di malattia da estirpare. A distanza di vent’anni da allora, crede ancora che «alla violenza si può rispondere solo con la violenza»?

Ho solo smorzato la convinzione. Ma la penso ancora così. Alcune persone capiscono solo i ceffoni. Tanto vale rendersi comprensibili anche a questi idioti. Fai loro un favore.

Crede che la narrativa sugli animali, oppure il cinema (un titolo su tutti, perché stra-famoso: Io e Marley) faccia più bene o male all’immaginario collettivo e di conseguenza al desiderio di prendere un cane, rendendola una moda più che una scelta consapevole?

Credo che, inconsapevolmente, crei molti danni. Ci sono razze che vanno “di moda” grazie a uno spot, a un film. Ma le mode non sarebbero tali se non fossero destinate a passare. Il problema è che non si tratta di un maglione che rimane in un cassetto. Si tratta di esseri viventi che finiscono all’ergastolo perché sono stati presi, appunto, per moda. Nei canili il 50 % degli animali che si ritrovano sono di razza.

Da veterinario: quali sono le cose tassative che ogni umano responsabile di una creatura animale deve sapere e fare? 

Un animale è un impegno serio. Paragonabile alla gestione di un bambino. Bisogna pensarci molto bene ed essere onesti verso se stessi in primis. Bisogna chiedersi: sono in grado?

I proventi di questa raccolta vanno al 50% al Canile Sanitario di Bari. Ma di cosa ha bisogno veramente un canile? Cosa si può e si deve fare concretamente (oltre a comprare il libro)?

L’unico bisogno di un canile sarebbe quello di non esistere. Mi rendo conto che la frase suoni retorica, ma la penso così. Piantatela di comprare animali. Ma chi vi da il diritto di commerciare esseri viventi? Avete la fissazione per una razza in particolare? Bene… il 50 % dei cani in canile sono di razza. E i cani di razza, grazie a determinati allevatori, sono tutti deboli, molti con malattie che 40 ani fa non esistevano. Provate a prendere la foto di un pastore tedesco scattata nei primi anni del ventesimo secolo. Era il pastore tedesco “progettato” da Dio. Paragonatelo a quello selezionato da qualche coglione che ha ritenuto la displasia un vezzo armonioso. Capirete cosa intendo quando dico che grazie agli allevatori oggi abbiamo patologie congenite come appunto la displasia dell’anca dei pastori tedeschi, o le cardiopatie dei Cavalier King. La lista è lunga….

Lei ha dei gatti, mi sembra. Perché non un cane? (okay, io sono team cani, se non si fosse capito)

È solo un caso. A me piacciono tutti; colombi in primis. Mi fa schifo solo qualche persona. Il mio gatto maschio mi venne portato microscopico e in fin di vita da un cialtrone che aveva giocato a fare l’allegro veterinario, riducendolo in condizioni pietose e soprattutto condannandolo alla cecità. Lo curai, è sopravvissuto… ma completamente cieco. Chi vuoi che preda un gatto cieco? Non certo questo cialtrone che nella vita è stato un insegnante dell’Istituto d’Arte (nulla contro l’Istituto d’Arte, intendiamoci; ma non mi risulta ci si studi medicina veterinaria).

Me lo sono tenuto io. E poi gli ho messo accanto Romina, una trovatella che deve il suo nome alla piazza di Bari in cui l’ho trovata.  In realtà la piazza si chiama “Aldo Moro”, ma per me e molti baresi sopra i 40 anni rimarrà per sempre piazza Roma. Come si chiamava un tempo.

 

Questo è l’elenco degli autori che hanno preso parte all’iniziativa: Antonella Lattanzi, Alessio Viola, Gianrico Carofiglio (il fratello Francesco, scrittore e illustratore, ha invece donato il disegno di copertina), Francesco MaroccoVito Introna, Giancarlo De Cataldo, Eugenio VendemialeLeonardo PalmisanoMario Desiati, Alessandra Minervini, Andrea PivaMariapia Romano, Cristò Chiapparino, Giuseppe Cristaldi, Eva Clesis,Giuseppe CeddìaGabriella Genisi, Ilaria De VannaAlessandro SchinoCinzia Cognetti, Francesco Dezio, Giancarlo Visitilli.

Questa è la pagina web del Canile Sanitario Barese con tutte le informazioni per le adozioni e il volontariato: https://www.canilesanitariobari.com/  

E la pagina Facebook per essere costantemente aggiornati: https://www.facebook.com/Canile-Sanitario-di-BARI-934201506676464/

 

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