9 libri da leggere per l’estate (secondo me)

A dire il vero, non trovo obbligatorio leggere in estate. Al contrario, visto che i lettori cosiddetti forti leggono tutto l’anno, magari l’estate può essere un periodo di ferie, un momento per staccare e provare nuove avventure, scoprire nuove passioni o che so io. Ma la verità è che sono proprio i lettori forti a non riuscire a rinunciare alla lettura nemmeno durante le vacanze, semmai aumentano il ritmo, liberi dagli orari di lavoro o dagli impegni dello studio. Verosimilmente cercano anche di accostarsi a nuovi generi e vedere, semplicemente, l’effetto che fa.

C’era una volta – erano i tempi del liceo prima e dell’università poi – in cui per me agosto significava irrevocabilmente leggere un classico, preferibilmente russo, abbinato a un giallo, quasi sempre uno della sterminata produzione di Agatha Christie, per stemperare l’impegno mentale del primo. Sterminata produzione fino a un certo punto. In pratica ho letto, di Madame Agathe, tutto ciò che c’era da leggere (saggi e biografie incluse). Per mia fortuna di classici, invece, russi o meno, ce ne sono ancora tanti da divorare e I Demoni di Fedör Dostoevskij è sempre lì che aspetta dal 2011, e mi sono fatta un punto, quest’anno, di eliminarlo dall’infinita lista dei libri da leggere. Ad agosto? Perché no.

Ma non è di quello che leggerò io che voglio parlarvi in questo post. Piuttosto vorrei consigliarvi alcuni libri da leggere mentre siete in vacanza (a proposito, se partite con una certa compagnia low coast vi consiglio di procurarvi preventivamente un e-reader per snellire “il peso della cultura” in valigia ed evitare di incorrere nel rischio di sovrattasse aggiuntive).

E dunque è proprio il caso di dirlo: pronti, partenza, via:

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Il profumo del mosto e dei ricordi di Alessia Coppola (Newton Compton editore): un romanzo fresco, schietto, genuino e vivace come i sapori, i profumi, gli odori e i colori della terra in cui è ambientato: il Salento. Anche se tutto inizia 1000 km circa più a nord, a Firenze per la precisione, quando Lavinia Edwards, studentessa di Restauro riceve un telegramma che le annuncia la morte di suo nonno. Un nonno che non sapeva nemmeno di avere. Ma se Lavinia non sa di avere un nonno, il nonno sa di avere una nipote e a lei lascia in eredità tutto quello che ha costruito nel corso della sua esistenza: la tenuta della Rosa Bianca, terre e vigneti in quel di Santa Cesarea. Più di tutto le lascia in eredità il testimonio della sua stessa vita. Quando la giovane parte per la Puglia, trova ad attenderla ricordi sommersi ma non ancora sepolti, sentimenti contraddittori con cui è costretta a misurarsi, emozioni nuove e destabilizzanti ma anche una famiglia allargata che è pronta ad accoglierla non solo nella speranza che possa risollevare le sorti di una fortuna ormai in rovina.

Ho conosciuto e imparato ad apprezzare Alessia Coppola da poco, ma su di lei scommetterei a occhi chiusi. È una ragazza dolcissima, intelligente e davvero piena di risorse e di talento. Inoltre, è una scrittrice poliedrica e trasversale e dal contemporaneo passa, in una graziosa giravolta di penna, al fantasy e al distopico. A ottobre uscirà Vision (La Corte editore), ma intanto, se siete amanti del genere fantasy potete leggere Wolfheart, la ragazza lupo (anche questo edito da La Corte Editore). Resta il fatto che qualunque libro di questa autrice scegliate di mettere in valigia, non ve ne pentirete.

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Stronze si nasce di Felicia Kingsley (Newton Compton Editori): ha ricevuto un plebiscito quando vi ho chiesto cosa portarvi dal Salone Del Libro Di Torino, un consenso eccezionale e del tutto meritato. La trama è avvincente e non banale, lo stile ben al di sopra degli standard del genere.  Tutti – davvero tutti ‒ conosciamo una stronza, «quella che riesce a ottenere tutto ciò che vuole senza fatica». Quella di Allegra Hill si chiama Sparkle Jones, la conosce sin dai tempi del liceo, dove manco a dirlo, si prendeva tutto ciò che voleva, anche quando non ne aveva veramente bisogno, sottraendolo alla ben più capace e decisamente meno stronza Allegra, dal ragazzo del cuore alla presidenza del consiglio studentesco. Ma il liceo è un periodo difficile, lo sanno tutti; gli adolescenti hanno spesso le idee confuse e smanie infantili che cercano di camuffare in manie di grandezza. Si cresce e si cambia, si va all’università, ci trova un lavoro, si diventa adulti insomma. E da adulta Allegra è una donna di carattere, sicura di quello che vuole (scrivere per Architectural Digest) e soddisfatta di quello che ha: una migliore amica, Dot, su cui può sempre contare, un gatto di nome Mr Darcy «anziano, cieco da un occhio e cardiopatico», e un lavoro che l’attende alla Royals & Lloyds, prestigiosa agenzia immobiliare specializzata in palazzi, case e appartamenti di lusso. Già, solo che alla Royal & Lloyds l’attende anche Sparkle Jones con la sua stronzaggine intatta se non decuplicata…

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 La ragazza che guardava fuori di Lorena Franco (Piemme): so di essere parziale con questa autrice. Sono tipo Pippo Baudo con le varie Laura Pausini, Giorgia etc… «L’ho scoperta io». Okay, non è andata proprio così… Ma Lorena Franco è stata una delle prime autrici che ho tradotto quando pubblicava da indipendente, un anno fa, prima del successo mondiale di Ella lo sabe (La ragazza che guardava fuori, appunto). Un successo che merita tutto (magari potete leggere anche i suoi romanzi e racconti da indie: Parole, breve storia di quelli che se ne vanno, per dirne uno…). Comunque sì, non ho intenzione di negarlo: mi sento un po’ talent scout e un po’ orgogliosa (e un po’ Pippo Baudo). Perciò questo libro, che è un thriller – quale genere più adatto per una bella lettura estiva? – secondo me non può assolutamente mancare in questa lista.

La trama: in ogni quartiere c’è una casa diversa dalle altre. Una casa in cui succedono cose che nessuno, guardando da fuori, può immaginare. È così che la pensa Andrea, nevrotica autrice di thriller che ha scelto di vivere nella stessa stradina di Barcellona in cui è ambientato “L’ombra del vento”, il romanzo che le ha cambiato la vita e grazie al quale ha deciso di diventare una scrittrice. Adesso che si è trasferita con il marito Nico in una casa più grande, Andrea passa le sue giornate alla finestra della cucina, quasi barricata tra le mura domestiche, a bere caffè e osservare fuori, cercando ispirazione per il romanzo che sta scrivendo. Per lei il mondo là fuori è come le pagine bianche: un posto dove tutto può accadere, e può ancora essere scritto. Come, ad esempio, quello che lei immagina che succeda nelle vite di María e Carlos, la coppia della finestra di fronte dal matrimonio apparentemente perfetto – non come il suo, sempre più traballante. Ciò che Andrea non sa, però, è che, stavolta, sarà proprio casa sua quella diversa dalle altre… Un giorno, infatti, piomba da lei, da San Francisco, Victor, il fratello di Nico. È un uomo in fuga, da qualcosa che ha commesso e che lo perseguita. E quando Andrea vedrà dalla finestra proprio Victor entrare in una macchina con María, e poi tornare senza di lei, capirà che i segreti vanno cercati proprio tra le mura della sua casa, e nella sua stessa famiglia…

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Stelle o Sparo di Nova (Bao Publishing editore): una graphic in vacanza è sempre una buona idea. Se poi siete neofiti del genere, questa è quella adatta voi: Nova è un’esordiente, ma sa già il fatto suo. Stelle o Sparo è una lettura snella, scorrevole ma non meno profonda dei mostri sacri del fumetto (penso ai più blasonati Zerocalcare, Giacomo Bevilacqua o alla coppia Radice e Turconi). In più: «la gente va a ritrovare se stessa nei posti più assurdi. Tipo l’India, il Tibet. Posti enormi. Così secondo me se ti cerchi in un posto piccolo magari ti trovi». Praticamente lo slogan delle mie vacanze, che trascorrerò in un posticino a due passi da casa mia.

La trama: due amiche, un momento di crisi. L’idea di una vacanza su un’isola, vissuta come se fossero pirati. La ricerca di un senso alla propria vita, l’incontro con un bambino enigmatico, che forse è portatore di una solitudine complementare a quella di Stella, la protagonista. Una storia delicata, intensa, permeata dal desiderio di comprendersi e raccontarsi, in un mondo che amplifica il caos che abbiamo dentro grazie a quello che ci crea intorno. Tanto che a volte abbiamo così paura del buio da dimenticarci quanto sia importante, ogni tanto, vedere le stelle.

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La vita sessuale delle sirene di Andrea Malabaila (Clown Bianco Editore). È una delle letture fatte di recente che più mi ha sorpresa, anzi spiazzata. Continuavo a leggere, non volevo che finisse e quando è finito ho avuto il blocco del lettore per 24h, tanto mi ero affezionata ai personaggi e alla storia.

La trama: quando Ilaria, al primo appuntamento, gli chiede cosa preferirebbe se dovesse scegliere tra rimanere con lei per sempre oppure non rivederla mai più, Leonardo non ha dubbi: «Per sempre!». Inizia così la storia d’amore di Leo e Ila, due figli della media borghesia torinese a cui la vita sembra un tranquillo percorso con tappe ben definite: lo studio, il lavoro, il matrimonio. Il giorno delle nozze, Leo è pieno di entusiasmo e di speranze per la nuova vita che lo attende. Tutto potrebbe immaginare, tranne di trovare la sua sposa nella piscina del ristorante, nuda e avvinghiata a suo fratello. Un romanzo di formazione moderno, fresco e brillante, una storia sulla difficoltà di capire sé stessi e di amare.

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Emma di Jane Austen (edizione a scelta): tra i libri di zia Jane (che adoro, ça va sens dire), questo è forse quello che negli anni ho più snobbato, anche se non saprei spiegarvi razionalmente perché. Che dite lo recuperiamo e riabilitiamo insieme quest’estate? Ereditiera giovane, bella e un po’ viziata, sola e intelligente, Emma Woodhouse si impegna combinando matrimoni di amici e parenti senza pensare affatto al proprio. Ma la realtà e l’immaginazione si fondono nella sua mente e la comunicazione con il prossimo diventa difficile: tra la protagonista e gli altri personaggi nascono così una serie di fraintendimenti, quasi una “commedia degli equivoci”. In fondo “Emma” si rivela una divertente e implacabile satira di ogni pretesa di affidarsi ciecamente al raziocinio.

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Poirot e la salma di Agatha Christie (Oscar Mondadori): La Christie diceva che alcuni dei suoi romanzi erano pure combinazioni di elementi narrativi, messi insieme senza troppo sforzo, come in una catena di montaggio, tanto per consegnare all’editore il libro pattuito. Altri, invece, raccoglievano il vero afflato della sua ispirazione, il riflesso della sua dimensione etica e morale. Poirot e la salma appartiene a quest’ultima categoria e si capisce immediatamente perché è davvero un capolavoro.

La trama: Cosa ci può essere di meglio di un rilassante week end in campagna, in compagnia di amici e parenti? Anche il dottor Christow, un medico totalmente assorbito dal suo lavoro, sente il fascino della natura e tutte le volte che può trascina la riluttante moglie Gerda a passare qualche giorno nella casa degli Angkatell, dove l’anziana e affascinante Lady Lucy domina sulla sua corte di invitati. L’amicizia e le buone maniere non nascondono pero l’ostilità tra i vari ospiti. Quale rapporto c’è, per esempio, tra l’egocentrico Christow e la scultrice Henrietta? E cosa vuole trovare, con la scusa di cercare fiammiferi, la famosa diva Veronica Cray? In fondo tutti hanno qualcosa da nascondere, qualche segreto inconfessabile. Il delitto e insomma dietro l’angolo, e puntualmente avviene. Per fortuna tra i presenti c’è anche Poirot…

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Olivia, ovvero la lista dei desideri di Paola Calvetti (Mondadori). Me lo ha ricordato qualche settimana fa proprio una delle lettrici del blog. In effetti avevo letto il libro all’epoca in cui uscì e mi piacque talmente tanto che della Calvetti ho letto anche altro (Cara Sorella, Parlo d’amor con me) e senza mai restarne delusa. Questo è un piccolo gioiellino che davvero merita di essere letto.

La trama: Inaspettato. Così sono tutti i doni degni di questo nome. E del tutto inaspettato è l’inizio di questa storia, con gli sguardi di due bambini che si sfiorano da lontano. Qualche anno dopo, a pochi giorni dal Natale, Olivia – la poco più che trentenne protagonista di questo romanzo – viene licenziata. O meglio: non viene licenziata perché non è mai stata assunta; semplicemente perde il posto di lavoro precario e si ritrova più precaria e fragile di prima. Così si rifugia in un bar tabacchi e, in attesa di riorganizzare, il suo futuro, scorre il suo curriculum pensando a tutto ciò che quelle pagine tralasciano: gli incontri che l’hanno segnata, gli amori veri e quelli che credeva lo fossero, le persone che non ha fatto in tempo ad abbracciare. E le passioni, i sogni, i fallimenti, la forza dei desideri. In quel bar tabacchi, che con il passare delle ore si popola di personaggi buffi, matti, generosi e pedanti, su Olivia veglia la nonna mai scomparsa davvero dalla sua vita, capace di leggere i segnali della felicità nelle scie di un aereo o nel verso di una poesia. La stessa nonna che le ha fatto un dono speciale: una Polaroid con la quale strappare al tempo gli istanti più belli, complici dell’inarrestabile e salvifica fantasia di Olivia. Nelle stesse ore, come in un film a montaggio alternato, irrompono tra le righe i passi di Diego. Anche per lui è un giorno speciale, forse l’alba di un nuovo inizio, che saprà offrire una tregua all’innominabile ferita che ha segnato la sua infanzia.

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Gli anni della leggerezza (la saga dei Cazalet vol. 1) di Elizabeth Jane Howard (Fazi Editore). Se non avete ancora iniziato a leggere la saga dei Cazalet, una delle saghe famigliari più formidabili degli ultimi decenni, dovete espiare. Subito. Iniziando dal primo volume. Sembra una mole di lettura abbastanza ingombrante (5 libri di 400/500 pagine in media) ma vi assicuro che ne vale totalmente la pena e che una volta terminata vorrete tornare indietro e ricominciare a leggere daccapo. È l’estate del 1937 e la famiglia Cazalet si appresta a riunirsi nella dimora di campagna. Ad attenderli, uno stuolo di cameriere e domestici, lunghe passeggiate, il tè a letto la mattina, segreti e bugie. I due capostipiti, affettuosamente soprannominati il Generale e la Duchessa, vigilano su atmosfere d’altri tempi. Ma sotto la rassicurante e rigida morale vittoriana qualcosa sta cominciando a cambiare.

 

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