La corda del violino: sulle note della libertà

La corda del violino di Michele Scaranello è un racconto breve uscito in digitale per i tipi di Libromania. A leggerlo non ci metterete più di venti minuti, per dimenticarlo invece vi ci vorrà una vita intera e forse nemmeno basterà.

«Da piccolo ho percorso infinite strade. Non mi sono mai posto il problema di dove conducessero. Potevano inghiottirmi nella perversione, nei vizi più sfrenati oppure consegnarmi alla libertà. Per me non avrebbe fatto differenza. Il mio mondo passava e si fermare a un semaforo»

Il semaforo è quello dove Kavin viene parcheggiato dal padre, capo di un clan di rom per cui l’unica scuola è la strada e racimolare quanta più elemosina possibile è l’unica lezione e l’unico compito che il piccolo deve fare ogni giorno. Ma quando il semaforo si trova davanti a una scuola e Kavin vede frotte di bambini, più o meno della sua stessa età, impegnarsi per uno scopo che non è solo la vile moneta e il pane quotidiano, ecco che nella sua mente si aprono strade, possibilità, sogni che fin lì non aveva osato sognare. Perché Kavin non può frequentare la scuola come tutti gli altri? Perché queste sono le regole della kumpània e infrangerle implica un castigo più doloroso di una cinghiata: implica l’esclusione, l’essere reietto tra reietti.

Ma i desideri non si possono spegnere, come non possono spegnersi le note di violino di Marlon il folle, un altro che alle ferree regole del clan ha preferito la pazzia di essere se stesso.

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Kavin vuole imparare, vuole andare a scuola. «Sono Kavin, voglio imparare», «Sono Kavin, voglio la scuola», sono fendenti che il ragazzo mena non solo al suo destino, per disfarlo, distruggerlo, lacerarlo e ricrearne uno nuovo; sono scudisciate anche ai compagni che lo prendono in giro, ai professori ottusi (non tutti, per fortuna), persino alla sua kumpània, a quel padre violento e sordo all’armonia di una frase ritmicamente bellissima: «Sono Kavin, voglio la scuola». Una melodia che si alza dalle corde del violino di Marlon fino all’orecchio attento della Provvidenza, un fuoco espiatorio, un sacrificio atroce, perché esiste solo la determinazione e la determinazione, spesso, si paga con la più preziosa delle monete.

Kavin andrà a scuola, imparerà a suonare il violino, e si perderà ancora per le strade dove lo porterà la sua musica alla ricerca di una mano tesa da raggiungere anche solo per dire grazie.

Michele Scaranello racconta con autenticità una storia attuale e tutto meno che retorica. Lo fa con grazia ma anche con durezza, lo fa per mezzo degli ossimori che si giocano a dadi le vesti del nostro destino, il destino di Kavin in questo caso. È una scrittura in punta di penna ma è una penna che incide, scavando nelle viscere delle emozioni del lettore.

Ora, sarebbe fin troppo semplice, e banale, metaforizzare Kavin e i suoi desideri attagliandoli alle contingenze del tempo. Uno scrittore non è né un profeta né un mago. È un uomo che si rivolgere ad altri uomini: basta saper toccare le corde di anche solo uno di loro per aver raggiunto lo scopo più nobile della letteratura: veicolare un messaggio e portarlo con sé. E così, chissà, magari domani, quando vedremo un piccolo rom fermo a un semaforo dentro di noi sapremo che non è elemosina quella che chiede. Quella che vuole è la scuola.

Titolo: La corda del violino

Autore: Michele Scaranello

Genere: Narrativa

Prezzo: 1,99 €

Editore: Libro/mania

ALERT! Venerdì 26 gennaio Michele Scaranello presenterà il suo libro “L’ultima bozza” (IlMioLibro/Feltrinelli) presso Palazzo Tupputi, a Bisceglie (Bari) / ore 18.30.

A intervistarlo ci saremo io e Daniela Di Pierro di Leggendo A Bari

Siete tutti invitati!

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